La Procura di Bari ha concluso la fase preliminare dell’inchiesta che riguarda Vincenzo Coviello, ex dipendente di Intesa Sanpaolo accusato di aver effettuato una serie di consultazioni non autorizzate nei sistemi informatici della banca. Secondo gli investigatori, sarebbero stati oltre 3.500 i clienti interessati dagli accessi ai dati personali e finanziari, tra cui figurerebbero anche alcune delle più alte cariche dello Stato.
Tra le persone coinvolte nelle verifiche degli inquirenti risultano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto. La presenza di questi nominativi ha aumentato l’attenzione sull’indagine, considerata la delicatezza delle informazioni che sarebbero state consultate.
L’ex lavoratore dell’istituto bancario, in servizio presso la filiale Agribusiness di Bisceglie, era stato licenziato nell’agosto del 2024. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dalla magistratura barese, rappresenta un passaggio procedurale che precede le eventuali decisioni successive della Procura. La notifica non equivale a una condanna né determina un’accertata responsabilità penale, ma indica la fine degli approfondimenti investigativi iniziali.
Secondo quanto ricostruito durante l’attività investigativa, gli accessi contestati sarebbero iniziati nel gennaio del 2020 e sarebbero proseguiti fino alla fine di aprile del 2024. Gli inquirenti ipotizzano che Coviello abbia utilizzato le autorizzazioni collegate al proprio ruolo professionale per entrare nei profili informatici dei clienti e visualizzare informazioni che non sarebbero state necessarie allo svolgimento delle sue mansioni.
L’indagine ha preso avvio dopo una denuncia presentata da un cliente nel luglio 2024. Le attività investigative sono state condotte dalla sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri presso la Procura di Bari, con il coinvolgimento di specialisti nel settore del cybercrime. L’esame dei registri informatici della banca, dei log di sistema e delle tracce digitali avrebbe consentito agli investigatori di individuare numero, frequenza e caratteristiche delle operazioni effettuate.
Le verifiche sui dati delle personalità istituzionali
Uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta riguarda gli accessi riferiti a clienti appartenenti al mondo istituzionale e politico. Per gli inquirenti, la possibile acquisizione di informazioni relative ai loro rapporti finanziari avrebbe potuto rappresentare un rischio non soltanto per la privacy delle persone coinvolte, ma anche per la tutela di dati sensibili legati alla sicurezza nazionale.
Per questo motivo, agli accertamenti ha collaborato anche la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Nei confronti dell’ex dipendente sono state formulate ipotesi di reato che comprendono l’accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, con l’aggravante relativa all’inserimento dell’infrastruttura bancaria nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.
Tra le contestazioni figurano inoltre il presunto procacciamento illecito di informazioni riguardanti la sicurezza dello Stato e diverse violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali. La valutazione definitiva delle responsabilità spetterà comunque all’autorità giudiziaria nelle eventuali fasi successive del procedimento.
Altri dipendenti sotto esame
Durante le indagini sarebbero emersi anche altri episodi attribuiti ad altri sette dipendenti dello stesso istituto bancario. Le loro posizioni, tuttavia, sarebbero state considerate differenti rispetto a quella dell’ex dipendente di Bisceglie.
Secondo la ricostruzione della Procura, gli accessi contestati agli altri lavoratori avrebbero avuto una portata più limitata e non avrebbero riguardato soggetti istituzionali considerati particolarmente sensibili. Per questo motivo, i fascicoli relativi agli altri dipendenti sono stati separati e trasferiti alle autorità giudiziarie competenti per territorio.
L’inchiesta resta quindi concentrata sulla ricostruzione delle modalità con cui sarebbero state consultate le informazioni bancarie e sull’accertamento delle eventuali responsabilità individuali. L’obiettivo degli investigatori è chiarire se gli accessi siano stati effettuati senza autorizzazione e se abbiano prodotto conseguenze sul piano della sicurezza dei dati personali e istituzionali.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.