Gli incendi che hanno interessato la Puglia durante l’estate hanno lasciato un segno profondo sul territorio regionale. Secondo il monitoraggio elaborato da Coldiretti Puglia sulla base delle rilevazioni del sistema europeo EFFIS Copernicus, sono 12.681 gli ettari di superficie attraversati dal fuoco, con danni che hanno coinvolto aree boschive, pascoli, campagne e strutture agricole.
Il fenomeno ha colpito in modo particolare la provincia di Bari, che concentra quasi la metà della superficie regionale interessata dagli incendi. I dati raccolti attraverso 114 perimetri individuati dal sistema europeo mostrano infatti una situazione particolarmente critica per alcune zone dell’entroterra pugliese, soprattutto nell’area dell’Alta Murgia.
La provincia di Bari concentra quasi metà delle aree bruciate
La distribuzione degli incendi sul territorio regionale evidenzia una forte incidenza nella provincia barese. Con 6.221 ettari bruciati, pari al 49,1% del totale pugliese, Bari rappresenta il territorio più colpito dalla stagione degli incendi.
A seguire si trovano la provincia di Foggia, con 3.366 ettari percorsi dalle fiamme, la Bat con 1.729 ettari, Taranto con 772 ettari, Lecce con 569 ettari e Brindisi con 24 ettari.
La situazione più complessa riguarda però i comuni dell’Alta Murgia inseriti nel territorio del Parco Nazionale. In quest’area, infatti, le superfici danneggiate dal fuoco raggiungono complessivamente 7.928 ettari, con una concentrazione particolarmente elevata in tre comuni: Gravina in Puglia, Altamura e Minervino Murge.
A Gravina sono stati registrati 3.775 ettari colpiti, soprattutto a causa del vasto incendio del 25 agosto, che da solo ha interessato 3.455 ettari. Ad Altamura il rogo più rilevante è stato quello del 21 luglio, con circa 1.300 ettari devastati, mentre Minervino Murge ha registrato due episodi significativi: uno il 15 luglio con 753 ettari coinvolti e un altro il 10 agosto con ulteriori 601 ettari.
Agricoltura e ambiente colpiti dagli effetti degli incendi
Le conseguenze delle fiamme non riguardano soltanto il paesaggio naturale, ma coinvolgono direttamente il sistema economico delle aree rurali. Coldiretti Puglia sottolinea come gli incendi abbiano interessato pascoli fondamentali per gli allevamenti, coltivazioni, foraggi, stoppie e infrastrutture agricole, provocando perdite per numerose aziende.
Il fuoco ha danneggiato anche recinzioni, impianti e attrezzature utilizzate quotidianamente dagli operatori agricoli. Per il settore primario, quindi, il danno non si limita alla superficie bruciata, ma si traduce nella perdita di capacità produttiva e nella riduzione delle risorse disponibili per allevatori e agricoltori.
Secondo l’organizzazione agricola, l’Alta Murgia necessita di un sistema di tutela più strutturato, capace di intervenire prima che gli incendi raggiungano dimensioni difficili da controllare. La prevenzione, attraverso manutenzione, monitoraggio costante e presenza sul territorio, viene indicata come elemento essenziale per ridurre il rischio di nuovi episodi.
La richiesta di interventi per sostenere le aziende danneggiate
Dopo l’emergenza incendi, Coldiretti richiama l’attenzione anche sulle difficoltà amministrative che potrebbero aggravare la situazione degli imprenditori agricoli coinvolti. L’associazione ha chiesto alla Regione Puglia l’introduzione di deroghe straordinarie per i terreni colpiti dal fuoco.
Il timore è che le limitazioni sull’utilizzo delle superfici incendiate possano impedire alle aziende di accedere ai contributi europei, compromettendo ulteriormente la loro stabilità economica. Tra le richieste avanzate c’è anche la possibilità di garantire la continuità del pascolo nelle aree interessate, nel rispetto delle condizioni di sicurezza ambientale.
Senza misure immediate, il rischio è che gli effetti degli incendi si protraggano per anni, mettendo in difficoltà aziende agricole e allevamenti già colpiti dalla perdita di terreni produttivi.
Coldiretti: serve una strategia permanente contro gli incendi
Il presidente di Coldiretti Bari, Mirko Raguso, ha evidenziato come i numeri registrati rappresentino una grave perdita per il patrimonio agricolo e ambientale della provincia. Secondo l’associazione, gli incendi non possono essere considerati un fenomeno inevitabile legato alla stagione estiva, ma richiedono una pianificazione preventiva.
Anche il direttore di Coldiretti Bari, Pietro Piccioni, ha sottolineato che dietro gli ettari distrutti ci sono realtà produttive, posti di lavoro e comunità rurali. La ricostruzione del territorio richiede quindi un sistema di controllo continuo che coinvolga istituzioni, operatori agricoli e tutti i soggetti che vivono quotidianamente nelle campagne.
Per Coldiretti, gli agricoltori possono svolgere un ruolo importante come presidio del territorio, grazie alla conoscenza diretta delle aree rurali e alla capacità di individuare rapidamente eventuali situazioni di pericolo.
La richiesta principale resta dunque quella di trasformare la prevenzione in una politica stabile, con controlli più efficaci, interventi tempestivi e una rete organizzata in grado di proteggere il patrimonio naturale e produttivo della Puglia.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.