La stagione del Bari entra ufficialmente in una nuova fase dopo la rescissione anticipata del contratto di Moreno Longo, inizialmente valido fino al 2027. Una decisione che segna la chiusura di un ciclo breve e complicato, culminato con la retrocessione e la necessità di ripensare completamente l’assetto tecnico in vista del prossimo campionato di Serie C. Il club biancorosso, infatti, si trova ora davanti alla costruzione di un progetto solido e competitivo, con l’obiettivo dichiarato di tornare rapidamente tra i cadetti.
La separazione dall’allenatore torinese, richiamato a stagione in corso per provare a invertire la rotta, rappresenta il primo tassello di una ristrutturazione più ampia. Il Bari dovrà ora ridefinire la propria identità sportiva, partendo da scelte strategiche che coinvolgono non solo la guida tecnica ma l’intera area dirigenziale.
In questa fase, il passaggio chiave riguarda la struttura organizzativa. Prima ancora di nominare il nuovo allenatore, la società concentrerà le proprie energie sull’individuazione del direttore sportivo. La responsabilità di questa scelta è stata affidata a Pierpaolo Marino, recentemente nominato direttore generale e chiamato a ridisegnare l’intero assetto del club. Il dirigente avellinese avrà ampi poteri decisionali e sarà incaricato di costruire un’organizzazione funzionale alla risalita immediata in Serie B.
Solo dopo la definizione della figura del ds si procederà alla scelta dell’allenatore. Un approccio graduale che evidenzia la volontà del Bari di evitare decisioni affrettate e di impostare un progetto tecnico coerente. L’obiettivo è chiaro: costruire una squadra competitiva per affrontare un campionato complesso come quello di Serie C, dove continuità e solidità rappresentano fattori determinanti.
Nel frattempo, iniziano già a circolare i primi nomi per la panchina biancorossa. Tra i profili valutati figura quello di Domenico Toscano, tecnico esperto e tra i più vincenti della categoria, capace nel corso della sua carriera di conquistare quattro promozioni in Serie B. La sua esperienza rappresenta un punto di forza evidente in un contesto che richiede immediata competitività.
Più defilata appare invece la candidatura di Salvatore Aronica, il cui nome avrebbe perso consistenza nelle ultime valutazioni interne. Il tecnico non sembra attualmente in cima alla lista delle preferenze, anche se il quadro resta in evoluzione e soggetto a possibili cambiamenti nelle prossime settimane.
Il profilo che, al momento, sembra raccogliere maggiore attenzione è quello di Fabrizio Castori. L’allenatore marchigiano, reduce dall’esperienza con il Südtirol, è un nome che inevitabilmente richiama anche il recente passato del Bari. Proprio Castori, infatti, è stato protagonista del playout che ha sancito la salvezza degli altoatesini a scapito dei biancorossi, in una doppia sfida conclusa senza reti e decisa dal miglior piazzamento in classifica del Südtirol.
Nonostante le diverse opzioni sul tavolo, la sensazione è che la scelta definitiva dipenderà in larga parte dall’impostazione che verrà data dal nuovo direttore sportivo. La costruzione del Bari del futuro passerà quindi da un doppio snodo fondamentale: dirigenza e panchina, due elementi strettamente collegati nella definizione di un progetto che punta a riportare il club stabilmente in Serie B.
Il casting è appena iniziato, ma la direzione appare già tracciata: ripartire con un progetto tecnico chiaro, strutturato e capace di reggere la pressione di un campionato in cui l’obiettivo non sarà solo competere, ma vincere.
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