A 21 giorni dalla detenzione in Libia di Domenico Centrone, attivista originario di Molfetta impegnato nel Global Sumud Convoy, arriva il nuovo appello della famiglia. Dopo il messaggio dei genitori, è la sorella Maria Rosaria Centrone a intervenire con un videomessaggio per chiedere la liberazione del fratello e degli altri attivisti trattenuti.
“Mio fratello non è uno stupido”
Nel suo intervento, la donna ha voluto chiarire le ragioni della partenza del fratello e difenderne l’impegno umanitario:
“Sono persone innocenti, etiche e buone. Non hanno commesso alcun illecito e non avevano alcuna intenzione di fare del male a nessuno”, ha affermato.
La sorella di Centrone ha poi aggiunto:
“Mio fratello non è uno stupido. Ha messo il proprio corpo al servizio di una causa in cui crede profondamente. Il mondo ha bisogno del contributo di ognuno di noi”.
Il ringraziamento alle istituzioni
Nel videomessaggio non manca un ringraziamento alle istituzioni italiane impegnate nel caso. La donna ha sottolineato l’attività diplomatica in corso per il rilascio degli attivisti, citando il lavoro del console italiano a Bengasi, che avrebbe mantenuto un contatto costante con la famiglia.
Ha inoltre espresso gratitudine verso i partiti di opposizione che hanno mostrato vicinanza alla vicenda.
La vicenda
Domenico Centrone è tra gli attivisti del Global Sumud Convoy trattenuti in Libia da circa tre settimane. La famiglia continua a chiedere il suo rilascio insieme a quello degli altri membri del gruppo.
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