Proseguono le tensioni legate al Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria internazionale partita con l’obiettivo di raggiungere Gaza attraversando l’Egitto. Tra i dieci attivisti coinvolti nella missione c’è anche Domenico Centrone, 33 anni originario di Molfetta, attualmente tra gli italiani di cui si sono perse temporaneamente le tracce durante il passaggio in Libia.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Centrone viaggiava insieme ad altri membri del convoglio diretto verso il confine orientale libico, nell’area di Sirte. Con lui risulta coinvolta anche Dina Alberizia, attivista piemontese. Le informazioni sono state riferite da Sara Suriano, 33enne di Andria presente nel gruppo, che avrebbe raccontato come gli attivisti abbiano perso i contatti con parte della carovana dopo il superamento di un tratto del percorso.
Il convoglio umanitario era partito come iniziativa pacifica e non violenta, con l’intento di portare sostegno simbolico e umanitario alla popolazione di Gaza. Tuttavia, il viaggio ha incontrato diverse difficoltà durante l’attraversamento del territorio libico, dove sarebbero avvenuti i fermi di alcuni partecipanti.
Nel frattempo, il team legale che segue gli attivisti si è immediatamente mobilitato per garantire assistenza ai fermati e monitorare l’evolversi della situazione. Sarebbero già stati avviati contatti con il consolato italiano e con i ministeri competenti per cercare di ottenere chiarimenti e favorire una soluzione rapida del caso.
La vicenda ha riportato l’attenzione anche su un precedente episodio che aveva coinvolto un’altra attivista pugliese, la giornalista barese Simona Losito. Alcune settimane fa, infatti, la reporter era stata fermata mentre si trovava a bordo di una nave appartenente alla Global Sumud Flotilla, diretta anch’essa verso Gaza.
L’imbarcazione era stata intercettata mentre navigava in acque internazionali. Dopo alcuni giorni di trattenimento, Losito aveva fatto ritorno in Italia. L’episodio aveva già acceso il dibattito sulle missioni civili organizzate per manifestare solidarietà alla popolazione palestinese e sulle difficoltà incontrate dagli attivisti durante questi spostamenti.
La nuova vicenda che coinvolge il convoglio terrestre riporta quindi al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei volontari impegnati nelle iniziative umanitarie internazionali. Le autorità diplomatiche italiane seguono il caso con attenzione, mentre familiari e sostenitori attendono aggiornamenti sulle condizioni degli attivisti e sull’esito dei contatti avviati con le istituzioni locali.
Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sulla posizione dei partecipanti al Global Sumud Convoy e sulle eventuali misure che verranno adottate per consentire il proseguimento della missione o il rientro in sicurezza degli attivisti coinvolti.
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