La presidenza della Regione Puglia cambia struttura e dimensioni. Antonio Decaro ha firmato un provvedimento che riduce in modo significativo il numero dei consiglieri a supporto diretto del presidente, intervenendo sull’organizzazione interna della giunta regionale. La misura stabilisce che i consiglieri nominabili non potranno essere più di nove, segnando una netta discontinuità rispetto al passato.
La decisione rientra in una più ampia operazione di riorganizzazione amministrativa che punta a rendere più snella ed efficiente la macchina della presidenza. Il decreto modifica il modello organizzativo Maia 2.0, introdotto durante la precedente legislatura e aggiornato per l’ultima volta nel 2021 sotto la guida di Michele Emiliano. Con le nuove disposizioni, viene superata la configurazione che prevedeva fino a 21 consiglieri.
Nel dettaglio, la riduzione è più che dimezzata. In precedenza, il presidente poteva contare su 11 consiglieri con incarico retribuito e su altri 10 che operavano con il solo rimborso spese. Il nuovo assetto, invece, fissa un tetto massimo di nove figure, chiamate a svolgere funzioni chiaramente definite e circoscritte. Una scelta che punta a una maggiore razionalizzazione delle risorse e a una distribuzione più mirata delle competenze.
Il provvedimento individua anche le tipologie di incarico previste. Fino a cinque consiglieri potranno essere destinati al supporto politico-strategico, affiancando il presidente su questioni di particolare rilevanza per l’azione di governo regionale e su materie direttamente connesse all’esercizio del mandato. Accanto a queste figure, il decreto prevede fino a quattro consiglieri con profilo giuridico, esperti in ambiti chiave come diritto costituzionale, diritto amministrativo, economia e finanza pubblica.
La scelta di ridefinire il modello Maia non è soltanto numerica, ma anche funzionale. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficace il supporto al presidente, evitando sovrapposizioni di ruoli e rafforzando la specializzazione delle competenze. In questo senso, la nuova impostazione mira a un equilibrio tra indirizzo politico e consulenza tecnica, in linea con le esigenze di una fase istituzionale complessa.
Parallelamente alla riorganizzazione della presidenza, resta aperto il tema della composizione della nuova giunta regionale. Decaro dovrà procedere alle nomine entro i termini previsti, che scadono a breve dalla proclamazione ufficiale. L’attenzione politica è concentrata in particolare su alcune possibili scelte, tra cui il ruolo che potrebbe assumere Michele Emiliano nella nuova fase di governo regionale.
Negli ultimi giorni, lo stesso Decaro ha confermato di aver continuato a confrontarsi con il presidente uscente su dossier strategici. Al centro del dialogo ci sono stati temi di forte impatto per il territorio, come la crisi industriale dell’Enel a Brindisi e la situazione dell’ex Ilva. Un confronto che testimonia una continuità istituzionale su questioni ritenute prioritarie per l’economia e l’occupazione pugliese.
Le dichiarazioni del nuovo presidente, che ha definito Emiliano “un patrimonio per la comunità”, non hanno però chiarito quale sarà il suo futuro ruolo. Resta aperta l’ipotesi di un ingresso in giunta, ma non viene esclusa nemmeno una soluzione alternativa, come un incarico diverso dall’assessorato. Tra le opzioni sul tavolo figura anche un possibile ruolo di consigliere del presidente, compatibile con il nuovo assetto organizzativo appena delineato.
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