Siccità e costi alle stelle, crolla la produzione di pomodoro in Puglia

Taglio del 30% nei raccolti e rincari sul mercato, ma gli agricoltori restano in perdita

Il comparto agricolo pugliese è messo in ginocchio dalla carenza d’acqua, che ha colpito duramente le coltivazioni di pomodoro, provocando un crollo del 30% nella produzione regionale. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che denuncia come, nonostante i forti aumenti dei prezzi al consumo, gli agricoltori non riescano a coprire i costi sostenuti per portare avanti una campagna definita “drammatica” sul fronte delle condizioni climatiche e dei costi di produzione.

L’emergenza idrica ha compromesso gravemente le fasi di trapianto e di gestione delle colture, costringendo diverse aziende agricole a decisioni drastiche: molte hanno abbandonato interi ettari di terreno coltivato, concentrando le limitate risorse idriche su porzioni ridotte di campi, nel tentativo di salvare almeno parte del raccolto. Questa strategia di “sopravvivenza” agricola ha portato a una perdita significativa in termini di quantità e qualità, aggravando una situazione già difficile.

Accanto alla crisi idrica, si sommano i rincari di energia, carburanti e materie prime, che hanno contribuito a far lievitare i costi di produzione del 30% rispetto alle medie storiche. La scarsità d’acqua e il caro energia hanno trasformato ogni singolo pomodoro in un prodotto ad altissimo costo per chi lo coltiva, ma non adeguatamente valorizzato sul piano della remunerazione.

Coldiretti sottolinea come i rincari al dettaglio non abbiano effetti positivi sui redditi degli agricoltori, che restano schiacciati tra le difficoltà ambientali e l’aumento generalizzato delle spese, senza poter contare su un sistema di logistica efficiente. Il gap infrastrutturale nel trasporto dei prodotti agricoli pugliesi resta infatti un altro nodo irrisolto che ostacola la competitività del settore.

Inoltre, la scarsità d’acqua ha evidenziato l’urgenza di un piano di gestione idrica a lungo termine, che possa garantire stabilità alle colture e salvaguardare il patrimonio agroalimentare regionale. Senza interventi strutturali e investimenti nelle reti irrigue, la sopravvivenza di interi comparti, come quello del pomodoro da industria, è a rischio.

Questa crisi non ha solo ripercussioni sull’agricoltura, ma coinvolge anche i consumatori, che si trovano a fronteggiare un’impennata dei prezzi dei derivati del pomodoro, dal fresco alle conserve, in un contesto già segnato dall’inflazione alimentare.

Redazione

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