Puglia, oltre metà dei terreni agricoli rischia la desertificazione

Coldiretti lancia l’allarme: il 57% della superficie agricola regionale è esposto al degrado climatico. Tra siccità, Xylella e carenza di infrastrutture idriche, cresce la preoccupazione per il futuro del comparto agricolo.

La Puglia è sempre più esposta agli effetti della crisi climatica. Secondo un’analisi diffusa da Coldiretti Puglia in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità del 17 giugno, il 57% della superficie agricola utilizzabile della regione è oggi a rischio desertificazione.

A pesare sono soprattutto la prolungata mancanza di piogge, le temperature record e l’aumento degli eventi meteorologici estremi, fattori che stanno mettendo in difficoltà il comparto agricolo e modificando gli equilibri ambientali del territorio. Per l’associazione agricola non bastano più interventi emergenziali: servono misure strutturali per salvaguardare aziende e produzioni.

Uno dei segnali più evidenti della crisi riguarda il patrimonio arboreo regionale. Negli ultimi vent’anni è scomparso circa un quarto degli alberi da frutto, con un forte ridimensionamento di colture storiche come pesche, albicocche e agrumi.

A questa situazione si aggiungono gli effetti della Xylella fastidiosa, che ha causato la perdita di milioni di ulivi. Il batterio ha avuto conseguenze economiche, occupazionali e ambientali rilevanti, contribuendo alla progressiva degradazione del territorio e alla riduzione della copertura vegetale.

La diminuzione di uliveti e frutteti comporta inoltre una minore capacità di assorbire anidride carbonica e sostanze inquinanti, riducendo un importante contributo naturale alla tutela dell’ambiente. Per Coldiretti è quindi necessario sostenere il rilancio delle coltivazioni attraverso pratiche agricole innovative e sostenibili.

Tra le priorità indicate dall’associazione c’è la gestione delle risorse idriche. Attualmente, infatti, in Puglia viene trattenuto soltanto l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare le crescenti esigenze del territorio.

Per questo Coldiretti torna a chiedere l’avvio di un piano strategico degli invasi, sottolineando che esistono già progetti pronti per essere realizzati insieme ad Anbi e ad altri soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è aumentare la disponibilità d’acqua per cittadini, agricoltura ed energia pulita, garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza produttiva al settore agroalimentare regionale.

Redazione

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