Olio extravergine, protesta a Bari contro frodi e prezzi in caduta

Migliaia di agricoltori in piazza per chiedere più controlli sulla filiera, maggiore trasparenza sull’origine dei prodotti e misure contro le importazioni che comprimono i prezzi del mercato nazionale

A Bari migliaia di agricoltori hanno partecipato alla mobilitazione promossa da Coldiretti e Unaprol per denunciare la difficile situazione che sta attraversando il settore dell’olio extravergine d’oliva. Al centro della protesta ci sono il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, le importazioni estere e le presunte frodi che, secondo le organizzazioni agricole, stanno mettendo in difficoltà molte aziende italiane.

Le quotazioni dell’olio extravergine sono scese sensibilmente rispetto allo scorso anno, avvicinandosi ai 5 euro al litro contro i circa 9 euro registrati nello stesso periodo del 2025. Un livello che, secondo Coldiretti e Unaprol, rischia di non coprire i costi di produzione, aggravati anche dall’aumento delle spese energetiche.

Durante la manifestazione è stato allestito il cosiddetto “tavolo degli inganni”, uno spazio dedicato a mostrare ai cittadini le possibili alterazioni del prodotto e i rischi legati a pratiche fraudolente. Parallelamente, nel mercato di Campagna Amica, i visitatori hanno potuto degustare oli italiani certificati e conoscere le caratteristiche di un vero extravergine.

Le associazioni hanno inoltre evidenziato le criticità legate all’importazione di olio dall’estero. Secondo i dati presentati, l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine all’anno, mentre le importazioni superano i 545 milioni di litri. Una situazione che, secondo il settore, rende indispensabili controlli più rigorosi sull’origine e sulla tracciabilità dei prodotti.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle mense pubbliche. Coldiretti e Unaprol chiedono che scuole, ospedali e altre strutture utilizzino esclusivamente oli italiani certificati, per garantire qualità e sicurezza alimentare.

Tra le richieste avanzate figurano il rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera, l’utilizzo di tecnologie come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica per verificare l’origine dell’olio e l’introduzione del documento elettronico di trasporto delle olive. Le organizzazioni chiedono inoltre misure contro le vendite sottocosto e una revisione delle attuali condizioni di importazione degli oli esteri.

La protesta di Bari rilancia così il tema della tutela dell’olio extravergine italiano, della trasparenza del mercato e della salvaguardia del reddito degli olivicoltori.

Redazione

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