Vinitaly 2026, la Puglia punta tutto sui mercati esteri del vino

Con 103 cantine presenti a Verona e oltre 160 incontri B2B già conclusi, la Regione rilancia la strategia di internazionalizzazione del comparto vitivinicolo.

La 58ª edizione del Vinitaly rappresenta per la Puglia molto più di una semplice partecipazione fieristica. Ieri, la seconda giornata della kermesse veronese ha confermato la centralità dell’export nella visione strategica della Regione per il settore vitivinicolo, con un dispiegamento di forze significativo: 103 aziende e i principali consorzi di tutela, supportati dall’ente regionale insieme a Unioncamere Puglia.

I numeri della giornata parlano chiaro. Sono stati coinvolti 25 buyer internazionali, con 77 aziende attive nei colloqui commerciali, 160 meeting B2B portati a termine e 211 interazioni digitali registrate. L’obiettivo dichiarato è raggiungere circa 300 incontri B2B complessivi prima della chiusura della manifestazione.

Il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha voluto salutare personalmente i partecipanti agli incontri con i buyer, dichiarando: “Al Vinitaly portiamo la forza e la qualità della Puglia vitivinicola: 103 cantine e consorzi che rappresentano il meglio della nostra produzione“. Decaro ha poi sottolineato la rilevanza dei mercati coinvolti, dalla Cina al Giappone, da Taiwan all’Argentina e al Brasile, definendoli sempre più strategici anche in relazione alle nuove prospettive legate all’accordo Mercosur.

Sul fronte degli investimenti regionali è intervenuto l’Assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, che ha evidenziato l’impegno economico concreto a sostegno del comparto. La Regione ha attivato oltre 19 milioni di euro per il rinnovo dei vigneti, con centinaia di imprese coinvolte, mentre un nuovo bando da più di 15 milioni è prossimo all’apertura. Per la promozione nei Paesi terzi sono stati stanziati oltre 7 milioni di euro, destinati a finanziare la partecipazione a fiere, campagne promozionali e attività di comunicazione all’estero. Paolicelli ha inoltre indicato tra le nuove frontiere commerciali Brasile, Argentina e India, anche attraverso la collaborazione con l’Agenzia ICE.

All’interno del Padiglione 11, interamente riservato alla Puglia, il programma della seconda giornata ha alternato degustazioni e momenti di approfondimento tematico. I Consorzi di tutela dei vini D.O.C. Castel del Monte e Gioia del Colle hanno animato un focus dedicato alla Murgia e ai suoi vitigni autoctoni. Grande attenzione anche per l’olio extravergine d’oliva pugliese, protagonista di un percorso sensoriale nello spazio enoteca.

Tra gli eventi più attesi, la celebrazione del cinquantennale della D.O.C. Salice Salentino, accompagnata da una degustazione guidata organizzata con il Consorzio di tutela, e un approfondimento sul Primitivo di Manduria D.O.C. e D.O.C.G., uno dei simboli più riconosciuti della viticoltura pugliese. Gli spazi “Sapori di Puglia” hanno completato il quadro con cooking show dedicati ai prodotti DOP e IGP del territorio, rafforzando il legame tra enogastronomia e promozione turistica.

Foto: Regione Puglia
Redazione

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