Le amministrazioni comunali di Triggiano, Noicattaro e Mola di Bari hanno inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica un documento tecnico con cui esprimono una posizione condivisa sulla variante della Statale 16 nel tratto Bari Mungivacca-Mola. Al centro delle osservazioni c’è il netto rifiuto dell’“Alternativa 3” proposta da Anas, ritenuta non sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale.
Il documento, frutto di un confronto con associazioni e cittadini, riconosce la necessità di migliorare la viabilità e ridurre la congestione della tangenziale di Bari, ma chiede soluzioni più equilibrate. Le criticità principali riguardano i costi e l’impatto sul territorio.
Secondo le analisi, l’investimento sarebbe salito da 250 a circa 900 milioni di euro. Un incremento significativo che porta il costo per chilometro fino a 50 milioni, collocando l’opera tra le più costose in Italia per questa tipologia. Un dato che alimenta dubbi sulla sostenibilità finanziaria del progetto.
Non meno rilevante è la questione ambientale. Le aree coinvolte presentano un alto valore agricolo e paesaggistico, e le amministrazioni segnalano carenze nella tutela della biodiversità e un impatto ritenuto eccessivo.
Per il tratto tra Torre a Mare e Mola di Bari, la posizione è ancora più netta: i Comuni propongono l’“Alternativa 0”, ovvero nessun intervento, per preservare l’assetto attuale del territorio.
Il dossier è ora all’esame del Ministero, chiamato a valutare se modificare il progetto. La decisione dovrà bilanciare le esigenze infrastrutturali con la tutela del territorio, punto centrale sollevato dalle amministrazioni locali.
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