Il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia ha annullato la delibera con cui la Regione aveva introdotto una deroga alla normativa nazionale sugli ulivi, consentendo l’abbattimento di esemplari non monumentali per la realizzazione di impianti fotovoltaici e serre. La decisione rappresenta un passaggio importante nel dibattito tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del patrimonio agricolo e paesaggistico pugliese.
La sentenza arriva a seguito del ricorso presentato dall’associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico – Odv, assistita dagli avvocati Giacomo Sgobba e Filippo Colapinto. I giudici amministrativi hanno ritenuto illegittima la delibera regionale emanata nel 2025, accogliendo le contestazioni avanzate dagli ambientalisti.
Al centro della vicenda vi è la normativa nazionale che disciplina la tutela degli ulivi. Il Tar ha richiamato la legge n. 144 del 1951, che stabilisce un divieto generale di abbattimento degli alberi di olivo, consentendo deroghe esclusivamente in casi specifici e tassativamente individuati dal legislatore.
Secondo i giudici, la Regione avrebbe ampliato in modo non consentito il concetto di “opera di pubblica utilità”, includendo al suo interno anche impianti privati destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Una interpretazione ritenuta incompatibile con il quadro normativo nazionale.
Nelle motivazioni della sentenza viene evidenziato che la qualifica di opera di pubblica utilità attribuita agli impianti energetici da una normativa più recente non determina automaticamente la possibilità di abbattere gli ulivi. La tutela degli alberi di olivo continua infatti a essere regolata da una disciplina specifica che prevede limitazioni precise e rigorose.
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