Un lungo periodo di presunti comportamenti persecutori nei confronti dell’ex compagna è finito al centro di un procedimento giudiziario davanti al Tribunale di Bari. Un uomo di 49 anni, originario del Brindisino, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di atti persecutori, dopo la richiesta della Procura di procedere con il giudizio immediato, evitando il passaggio dell’udienza preliminare.
La prima udienza dibattimentale è stata fissata davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Bari.
Decine di telefonate durante la notte
Tra gli episodi contestati dagli inquirenti figura una notte caratterizzata da una lunga serie di chiamate telefoniche.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo avrebbe effettuato 79 telefonate tra le 3.03 e le 6.45 del mattino del 10 marzo scorso, senza ricevere risposta dalla donna.
Dopo quelle chiamate, sempre secondo l’accusa, l’uomo si sarebbe presentato all’alba sotto l’abitazione dell’ex compagna a Triggiano.
La fine della relazione e le presunte persecuzioni
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la relazione tra i due era terminata da tempo, ma l’uomo non avrebbe accettato la separazione né il rifiuto della donna di riprendere il rapporto.
La Procura contesta una serie di condotte che si sarebbero protratte tra febbraio e marzo, caratterizzate da telefonate frequenti, richieste insistenti di incontrarsi e presunti pedinamenti.
Tra gli episodi riportati nell’imputazione ci sarebbero anche diversi spostamenti dal Brindisino fino a Triggiano, che l’uomo avrebbe compiuto con l’obiettivo, secondo l’accusa, di controllare i movimenti dell’ex compagna.
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