Tragedia al Giovanni XXIII: muore bimbo di tre anni, sospetta meningite

Il piccolo, trasferito da Taranto a Bari, potrebbe essere stato colpito da una sepsi fulminante da meningococco

Un bambino di tre anni, originario di Taranto, è deceduto nelle prime ore di giovedì all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, dopo un rapido peggioramento delle sue condizioni. L’ipotesi principale, secondo i primi accertamenti, è che si tratti di un caso di meningite fulminante causata da meningococco. La notizia è stata diffusa dall’Ansa e confermata da fonti sanitarie.

Il piccolo era stato inizialmente ricoverato nel reparto di Pediatria dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nel pomeriggio di mercoledì. In seguito a un peggioramento clinico, i medici avevano disposto il trasferimento urgente presso il nosocomio barese, dove purtroppo il bambino è morto poche ore dopo il suo arrivo.

A confermare i sospetti diagnostici è stata l’Asl di Taranto, che in una nota ha parlato di una “sepsi fulminante da meningococco” come probabile causa del decesso. Sono attualmente in corso analisi di laboratorio e ulteriori approfondimenti per confermare l’infezione e la sua origine esatta.

Secondo quanto riportato, il bambino non risultava vaccinato contro il meningococco, il batterio responsabile di gravi forme di meningite e sepsi. In casi simili, l’evoluzione clinica può essere estremamente rapida e letale, soprattutto nei soggetti non immunizzati.

Nel frattempo, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali responsabilità. L’indagine è ancora in fase preliminare, e si attendono i risultati degli esami diagnostici.

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto ha già attivato tutte le procedure previste per la sorveglianza epidemiologica e la profilassi dei contatti stretti, in conformità con i protocolli nazionali per la gestione dei casi di meningite batterica. Le persone entrate in contatto con il piccolo nelle ultime ore sono state identificate e sottoposte alle misure precauzionali necessarie.

Redazione

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