Stalking, 366 telefonate in una settimana: 53enne a giudizio a Bari

Avrebbe effettuato centinaia di chiamate, atteso l’ex compagna sotto casa e insistito per entrare nell’abitazione dopo la fine della relazione. Il processo si svolgerà davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Bari.

È stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Bari un uomo di 53 anni accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Mola di Bari tra la fine di gennaio e il 12 febbraio 2025, dopo la conclusione della relazione sentimentale, iniziata nel 2022 e terminata il 31 gennaio dello stesso anno.

Tra gli episodi contestati spicca il numero di telefonate che l’uomo avrebbe effettuato nei confronti della donna. In una sola settimana sarebbero state 366 le chiamate, con un picco di 124 in un’unica giornata.

Nel dettaglio, gli atti riportano quattro telefonate il 5 febbraio, 55 il 6, 28 il 7, 109 l’8, 22 il 9, 124 il 10 e altre 24 il 12 febbraio.

Alle telefonate si sarebbero aggiunti diversi episodi nei pressi dell’abitazione della donna. Il 53enne avrebbe atteso l’ex compagna sotto casa e suonato ripetutamente al citofono.

Particolare rilievo viene attribuito a quanto sarebbe accaduto l’11 febbraio. L’uomo avrebbe aspettato la donna davanti al portone e, dopo il suo rifiuto di farlo entrare, avrebbe utilizzato le chiavi ancora in suo possesso per accedere all’edificio e raggiungere il piano dell’appartamento, continuando poi a suonare il campanello.

Secondo l’accusa, la sequenza di comportamenti avrebbe provocato nell’ex compagna un persistente stato di ansia e paura, al punto da indurla a cambiare alcune abitudini quotidiane. La donna avrebbe evitato di uscire da sola, chiedendo a un’amica di accompagnarla, e si sarebbe rivolta anche a uno psicologo.

La giudice Anna De Simone ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Bari. La persona offesa e l’associazione Gens Nova Odv si sono costituite parti civili.

Le accuse dovranno ora essere esaminate nel corso del processo. Il rinvio a giudizio, naturalmente, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza: la responsabilità dell’imputato dovrà essere accertata in sede dibattimentale.

Redazione

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