Social freezing in Puglia, contributi fino a 3mila euro per le donne

Stanziati 600mila euro per il biennio 2026-2027: possono accedere al sostegno le residenti tra i 27 e i 37 anni che rispettano i requisiti previsti

La Regione Puglia mette a disposizione nuove risorse per favorire l’accesso al social freezing, la procedura che permette di prelevare e conservare gli ovociti per preservare la fertilità femminile nel tempo. Per l’annualità 2026-2027 lo stanziamento complessivo previsto ammonta a 600mila euro, distribuiti sul territorio regionale tenendo conto della popolazione femminile nella fascia d’età interessata dalla misura.

Il sostegno economico potrà raggiungere un importo massimo di 3mila euro per ciascuna beneficiaria. L’intervento è rivolto alle donne di età compresa tra 27 e 37 anni che risultino residenti in Puglia da almeno 12 mesi e abbiano un Isee ordinario non superiore a 30mila euro.

Per usufruire del contributo sarà inoltre necessario rivolgersi a strutture specializzate. In particolare, il percorso dovrà essere effettuato presso centri di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) pubblici oppure privati accreditati, purché presenti nel registro nazionale autorizzato dal Ministero della Salute.

La ripartizione delle risorse disponibili è stata effettuata su base provinciale attraverso un censimento della popolazione femminile pugliese tra i 27 e i 37 anni. Alla provincia di Bari sono stati destinati 194.645,63 euro, una quota significativa dell’intero finanziamento regionale.

Il social freezing rappresenta una possibilità per le donne che intendono preservare gli ovociti in una fase della vita nella quale la loro qualità può risultare migliore, con l’obiettivo di utilizzarli eventualmente in futuro. La procedura può essere presa in considerazione per posticipare un progetto di maternità o tutelare le possibilità riproduttive, anche in relazione a specifiche condizioni mediche.

Con l’avanzare dell’età, infatti, la fertilità femminile tende fisiologicamente a diminuire e possono aumentare le difficoltà di concepimento. La crioconservazione degli ovociti consente di intervenire anticipatamente, conservando le cellule riproduttive per un possibile utilizzo successivo. Il contributo regionale punta quindi a rendere economicamente più accessibile un percorso che può comportare costi rilevanti.

Le candidate avranno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia per presentare la propria richiesta e concorrere all’assegnazione delle risorse, nel rispetto dei criteri stabiliti.

Sul provvedimento è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sottolineando come l’iniziativa abbia l’obiettivo di ampliare concretamente le possibilità a disposizione delle donne. Secondo il presidente, il servizio sanitario pubblico deve essere in grado di evolversi insieme ai cambiamenti negli stili e nei tempi di vita della popolazione, offrendo strumenti che permettano alle cittadine di compiere autonomamente le proprie scelte in materia di fertilità.

Decaro ha inoltre evidenziato la necessità di creare opportunità per chi sceglie, per ragioni personali o per necessità, di affrontare la genitorialità in una fase più avanzata della vita. In questi casi, il trascorrere del tempo può comportare maggiori difficoltà sul piano riproduttivo e trasformarsi, in determinate circostanze, in un ostacolo alla maternità.

Nella posizione espressa dal presidente, il finanziamento per il social freezing rientra anche tra gli strumenti che possono contribuire alle politiche regionali dedicate alla natalità, ponendo al centro la libertà decisionale delle donne. La Regione punta inoltre ad aumentare la conoscenza di questa possibilità, affinché le potenziali beneficiarie possano ricevere informazioni adeguate e valutare consapevolmente l’eventuale accesso al percorso.

Redazione

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