L’istruttoria dibattimentale per il caso di Ambra, la donna trans uccisa sul lungomare San Giorgio di Bari il 23 settembre 2018, si è ufficialmente conclusa. L’imputato, Francesco Brandonisio, un pescatore di 53 anni originario di Triggiano, è accusato di aver commesso il delitto al termine di un incontro di natura sessuale. L’attenzione si sposta ora verso la requisitoria, prevista per il 21 gennaio prossimo, che potrebbe rappresentare un momento cruciale per stabilire la verità.
Durante l’ultima fase processuale, la difesa ha presentato i propri consulenti, i quali hanno sottolineato due elementi principali. Da una parte, è stata evidenziata una presunta discordanza tra l’auto di Brandonisio e quella che sarebbe stata utilizzata dall’assassino. Dall’altra, un’analisi delle celle telefoniche ha rivelato che, al momento dell’omicidio, il telefono dell’imputato risultava collegato a Triggiano e non alla zona di Bari dove il delitto è avvenuto. Questi dettagli potrebbero giocare un ruolo significativo nel delineare la strategia difensiva e nel confutare le accuse.
Il caso, particolarmente delicato e complesso, ha attirato grande attenzione mediatica sin dal suo inizio, anche per la brutalità dell’omicidio e le circostanze che lo circondano. Il processo si avvicina ora a una fase decisiva, in cui la Procura presenterà le proprie conclusioni e le richieste di condanna.
La difesa dell’imputato continua a sostenere la sua innocenza, puntando su elementi che potrebbero sollevare dubbi sulla sua responsabilità. La requisitoria del 21 gennaio rappresenterà, quindi, un passaggio determinante nel definire il destino di Brandonisio e nel fare chiarezza su un crimine che ha scosso l’opinione pubblica.
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