Sentenza storica: il Ministero dovrà riconoscere vittima del dovere un ex militare molfettese

La giustizia riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte di un radiotelegrafista: la famiglia riceverà risarcimenti e vitalizio

Una decisione giudiziaria di rilievo ha stabilito che il Ministero della Difesa dovrà riconoscere lo status di “vittima del dovere” a un ex militare deceduto nel 2020 per mesotelioma pleurico. L’uomo, originario di Molfetta, aveva prestato servizio nella Marina Militare tra il 1962 e il 1964, periodo in cui si è ammalato in seguito a una prolungata esposizione all’amianto presente a bordo delle navi su cui era imbarcato.

Durante il suo servizio come radiotelegrafista a bordo delle unità Albatros e Corvetta Alcione, il militare è stato esposto all’asbesto nei locali motori, nei corridoi, nei rivestimenti delle condotte di scarico e perfino negli spazi destinati alla vita quotidiana dell’equipaggio. Nonostante fosse già nota la pericolosità dell’amianto, non gli vennero mai forniti dispositivi di protezione individuale adeguati.

Il riconoscimento è arrivato solo dopo il decesso, grazie all’impegno dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e al sostegno dei familiari. Il Tribunale di Trani ha infatti confermato il nesso causale tra la patologia e le condizioni lavorative del militare, rendendo definitiva la sentenza. In vita, l’uomo aveva già avviato l’iter per ottenere il riconoscimento della causa di servizio, ma senza successo.

A seguito della sentenza, la vedova riceverà un’indennità speciale di circa 300.000 euro, a cui si aggiungono ratei arretrati stimati in 100.000 euro e un vitalizio mensile di circa 2.400 euro. Un risarcimento significativo che rappresenta non solo un atto dovuto, ma anche un riconoscimento pubblico del sacrificio subito.

Questa decisione apre inoltre nuove prospettive legali per gli orfani delle vittime dell’amianto, storicamente esclusi dai risarcimenti per l’assenza del requisito del carico fiscale. Potranno ora rivolgersi al Tribunale civile per chiedere indennizzi, non solo per il danno diretto arrecato al loro congiunto, ma anche per il dolore e la perdita personale subiti.

Redazione

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