Una sanzione disciplinare inflitta a una direttrice dei servizi generali e amministrativi di un istituto scolastico della provincia di Bari è stata cancellata dal Tribunale del Lavoro. La decisione dei giudici è arrivata dopo il ricorso presentato dalla lavoratrice, che aveva contestato il provvedimento ricevuto in seguito a presunti problemi nello svolgimento delle proprie mansioni.
La vicenda aveva avuto origine nel febbraio del 2023, quando la direttrice amministrativa era tornata al lavoro dopo un periodo di cinque mesi di congedo di maternità. Al suo rientro, secondo quanto riportato dalla rappresentanza sindacale che ha seguito il caso, la dipendente avrebbe trovato una situazione lavorativa profondamente modificata rispetto al periodo precedente.
La postazione assegnata alla direttrice sarebbe stata smantellata e gli strumenti necessari per svolgere le attività quotidiane non sarebbero più stati disponibili nelle condizioni abituali. In particolare, il computer risultava scollegato e mancavano componenti essenziali come monitor e tastiera. A questo si sarebbe aggiunta la perdita dell’accesso al gestionale utilizzato per la gestione delle pratiche amministrative della scuola.
Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato Confil Filpi, la lavoratrice avrebbe più volte richiesto il ripristino delle dotazioni e delle autorizzazioni necessarie per poter operare regolarmente. Le segnalazioni sarebbero state indirizzate alla dirigente scolastica, con l’obiettivo di ottenere il recupero degli strumenti indispensabili per il proprio incarico.
Nonostante le richieste avanzate, la direttrice amministrativa si sarebbe trovata coinvolta in un procedimento disciplinare. L’amministrazione scolastica aveva infatti contestato alla dipendente alcuni presunti inadempimenti lavorativi, arrivando a formalizzare un rimprovero scritto.
Il provvedimento disciplinare è stato però ritenuto non valido dal Tribunale del Lavoro, che ha accolto il ricorso della dipendente e disposto l’annullamento della sanzione. La decisione ha inoltre previsto la condanna dell’amministrazione al pagamento delle spese processuali sostenute durante il giudizio.
La lavoratrice, assistita dal sindacato Confil Filpi, aveva scelto di rivolgersi alla magistratura proprio per chiarire la legittimità della sanzione ricevuta e valutare le responsabilità legate alla situazione venutasi a creare dopo il rientro dal congedo.
A commentare l’esito della vicenda è stato Giuseppe D’Ambrosio, segretario nazionale di Confil Filpi, che ha ricordato come i fatti contestati risalissero a circa tre anni prima della sentenza. Secondo il rappresentante sindacale, il caso evidenzia l’importanza di garantire ai dipendenti pubblici condizioni adeguate per poter svolgere il proprio lavoro, soprattutto in presenza di rientri da periodi di assenza tutelati dalla normativa.
La pronuncia del Tribunale rappresenta quindi un punto conclusivo per una controversia iniziata con il ritorno in servizio della direttrice amministrativa e terminata con la cancellazione del provvedimento disciplinare. La decisione giudiziaria ha riconosciuto le ragioni della lavoratrice, stabilendo che la sanzione non poteva essere mantenuta alla luce degli elementi emersi durante il procedimento.
La vicenda richiama inoltre l’attenzione sul tema della corretta gestione dei rapporti professionali all’interno delle istituzioni scolastiche e sulla necessità che ogni dipendente disponga degli strumenti tecnici e organizzativi necessari per svolgere le proprie responsabilità.
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