Scommesse e videolottery, Viola respinge le accuse sul sistema Snidar

Il titolare di un bar con agenzia scommesse di Bari ha reso dichiarazioni spontanee davanti al gip, sostenendo di non essere a conoscenza dell’origine illecita dei fondi utilizzati per le giocate contestate dagli inquirenti.

scommesse soldi

Maurizio Viola si è detto completamente estraneo al presunto sistema di riciclaggio contestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sulle videolottery riconducibili alla criminalità organizzata. Il cinquantenne, finito agli arresti domiciliari nel blitz eseguito nei giorni scorsi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Antonella Cafagna, scegliendo però di rendere dichiarazioni spontanee.

Viola, titolare di un bar con agenzia scommesse in corso Sonnino e assistito dagli avvocati Michele Laforgia e Mauro Petrarulo, è accusato di concorso in riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Secondo la Procura di Bari, guidata dal procuratore Roberto Rossi con il pm Lanfranco Marazia, avrebbe consentito ad Alessandro Snidar di effettuare scommesse a credito, ricevendo poi i pagamenti in contanti oppure tramite ticket vincenti provenienti dalle sale slot riconducibili alla famiglia.

Gli investigatori ritengono che attraverso questo sistema siano transitati quasi un milione di euro nell’arco di sei anni. Le vincite e le scommesse, secondo l’accusa, sarebbero state spesso intestate a terze persone per nascondere il reale beneficiario delle operazioni. Le attività di gioco sarebbero proseguite anche durante la detenzione di Snidar nel carcere di Taranto, attraverso l’intermediazione della moglie.

Davanti al giudice, Viola ha però respinto ogni coinvolgimento. Ha sostenuto di non aver mai avuto alcun legame con le presunte attività illecite degli Snidar e di non aver mai sospettato che il denaro utilizzato per le scommesse potesse provenire da fonti illegali. Per questo motivo si è dichiarato totalmente estraneo al presunto meccanismo di riciclaggio contestato dagli inquirenti.

L’inchiesta prosegue e saranno i successivi sviluppi giudiziari a chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti e la fondatezza delle accuse formulate dalla Procura.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

L’uomo, già sottoposto a divieto di avvicinamento, avrebbe devastato l’ingresso dell’attività commerciale. La donna si...
Sequestrati il mezzo e una parte dell’oleificio di Barletta dove lavorava il 34enne. Carabinieri e...
Il lavoratore di 34 anni è precipitato mentre operava vicino a un silos: soccorso dai...

Altre notizie