È ufficialmente ripartita la riqualificazione dell’area intorno alla chiesa San Marcello, nel Municipio II di Bari, dopo un blocco durato circa un anno e mezzo. I lavori, finanziati nell’ambito del Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie (Pirp), si concentrano sulla completa ristrutturazione di via Salvemini e delle sue traverse, con un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro per questa fase.
Il tratto interessato dai nuovi interventi rappresenta un asse strategico per la viabilità cittadina, collegando via Omodeo con il Campus universitario e il Politecnico di Bari. La trasformazione di via Salvemini prevede una revisione complessiva dell’assetto stradale, con particolare attenzione alla mobilità, all’accessibilità e al verde urbano.
Tra le principali novità figura l’ampliamento della disponibilità di parcheggi: restringendo i marciapiedi, sarà possibile ricavare 160 nuovi posti auto grazie alla disposizione a “spina di pesce” lungo la carreggiata. Contestualmente, si procederà con l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’installazione di una nuova illuminazione pubblica a led e la piantumazione di 70 alberi, per migliorare l’impatto ambientale e la qualità della vita nella zona.
Il cronoprogramma prevede che questa fase si concluda entro luglio 2026, mentre l’intero progetto Pirp San Marcello ha beneficiato di un investimento totale di circa 20 milioni di euro. In passato, nell’area erano già stati completati altri interventi, tra cui la realizzazione di una palazzina ERP per 8 persone con disabilità, il rifacimento delle reti fognarie (bianca e nera) e l’installazione di ulteriori punti luce a basso consumo.
Successivamente alla riqualificazione di via Salvemini, i lavori si estenderanno anche alle traverse limitrofe, dove si procederà con il rifacimento di marciapiedi e manto stradale. In previsione dell’avvio del cantiere, è stato organizzato un incontro pubblico con il sindaco Vito Leccese il prossimo 17 novembre alle ore 17.30, presso la sala riunioni della Ripartizione Patrimonio, durante il quale verranno illustrati nel dettaglio gli obiettivi e le modalità di intervento.
Tuttavia, non mancano criticità da affrontare. Un punto sollevato dall’assessore Scaramuzzi riguarda le radici dei pini presenti nella zona, piantati oltre 40 anni fa. Le radici emergono dalla superficie, deformando strade e marciapiedi e creando problemi anche sotto gli ingressi di alcuni edifici di edilizia popolare. L’assessore ha evidenziato l’errore originario nella scelta delle specie arboree, che ora si cerca di correggere studiando la sostituzione dei pini con alberi più compatibili con l’ambiente urbano.
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