Il mese di febbraio si è confermato uno dei periodi più delicati per la tutela del riccio di mare nelle acque pugliesi. Proprio durante la fase di maturazione della specie, quando aumenta il rischio di prelievi abusivi e commercializzazione illegale, le attività di vigilanza sono state intensificate con operazioni mirate lungo diversi tratti costieri della regione.
Nei primi venti giorni del mese, i militari della Stazione Navale di Bari, sotto il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, hanno portato a termine otto interventi che hanno condotto al sequestro complessivo di oltre tremila ricci di mare. Tutti gli esemplari sono stati successivamente reimmessi in mare, una scelta che ha consentito di ridurre lāimpatto sullāecosistema marino e favorire il naturale ripopolamento della specie.
Le attivitĆ di controllo hanno riguardato in particolare la cittĆ di Bari, dove si sono concentrati tre interventi significativi. In questāarea sono stati sequestrati circa duemila esemplari. Gli altri cinque controlli sono stati effettuati nella bassa provincia Bat, soprattutto lungo il litorale compreso tra Bisceglie e Trani, zone considerate particolarmente esposte al fenomeno della pesca abusiva.
Lāazione di contrasto non si ĆØ limitata al solo prelievo illecito. Le operazioni hanno infatti permesso di intercettare anche tentativi di commercializzazione irregolare, in violazione delle normative poste a tutela sia dellāambiente sia della salute pubblica. Il riccio di mare, infatti, ĆØ soggetto a precise disposizioni che ne regolano raccolta, quantitĆ consentite e periodi di fermo biologico, proprio per evitare un depauperamento eccessivo delle risorse.
Secondo quanto evidenziato dal comparto aeronavale delle Fiamme Gialle, febbraio rappresenta un momento particolarmente critico. La maturazione degli esemplari rende il prodotto più richiesto sul mercato, alimentando il rischio di attivitĆ clandestine. Lāincremento dei controlli in questo periodo risponde dunque alla necessitĆ di prevenire un impoverimento della specie, considerata a rischio nelle acque regionali.
Il contrasto alla pesca illegale si inserisce in un percorso più ampio avviato dalla Regione Puglia negli ultimi anni, finalizzato alla salvaguardia e al ripopolamento del riccio di mare. Le misure adottate mirano a garantire la sostenibilitĆ delle risorse ittiche e a preservare lāequilibrio dellāecosistema marino, giĆ sottoposto a pressioni ambientali e climatiche.
Sul fronte sanzionatorio, nel corso delle operazioni sono state elevate multe amministrative per un totale di 16mila euro nei confronti dei responsabili delle violazioni accertate. Le sanzioni rappresentano uno strumento deterrente fondamentale per arginare un fenomeno che, se non contrastato con continuitĆ , rischia di compromettere in modo significativo la biodiversitĆ marina.
Determinante, in questo contesto, ĆØ lāimpegno costante del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, attivo 24 ore su 24 nel controllo delle acque territoriali di competenza. Lāobiettivo dichiarato ĆØ quello di assicurare una presenza continua e capillare, in grado di intervenire tempestivamente contro ogni forma di sfruttamento illecito delle risorse del mare.
La restituzione in mare dei ricci sequestrati costituisce un passaggio essenziale per contenere i danni ambientali e favorire la ripresa naturale della popolazione marina, in unāottica di tutela a lungo termine. Lāazione coordinata tra controlli, sanzioni e attivitĆ di sensibilizzazione rappresenta una leva strategica per contrastare un fenomeno che tende ad accentuarsi nei periodi di maggiore domanda.
La vigilanza lungo le coste pugliesi proseguirĆ anche nei prossimi mesi, con lāobiettivo di consolidare i risultati ottenuti e garantire il rispetto delle regole a protezione di una risorsa preziosa per lāeconomia locale e per lāequilibrio dellāambiente marino.
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