Proseguono le indagini sull’utilizzo delle risorse dell’Agenzia Regionale del Turismo della Puglia. La Guardia di Finanza di Bari ha eseguito un nuovo sequestro preventivo per un valore superiore a 1,3 milioni di euro, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica.
Il provvedimento ha interessato denaro, beni mobili e immobili nelle province di Bari e Foggia e si inserisce nell’ambito di un’inchiesta avviata nel 2024 che aveva già portato all’esecuzione di altri sequestri per un importo complessivo superiore a 1,2 milioni di euro.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dagli investigatori, alcune risorse pubbliche dell’Agenzia regionale del Turismo sarebbero state distratte dai bilanci dell’ente e utilizzate per finalità estranee all’attività istituzionale. Le persone coinvolte risultano indagate, a vario titolo e in concorso tra loro, per il reato di peculato.
L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, che ha sviluppato ulteriori approfondimenti investigativi successivi ai primi accertamenti eseguiti negli anni precedenti.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbe il presunto utilizzo di fondi pubblici da parte di un ex dirigente generale ad interim dell’Agenzia, nel frattempo deceduto, con il coinvolgimento dell’allora responsabile dell’Ufficio Paghe e Pagamenti. Le verifiche avrebbero riguardato in particolare la gestione delle retribuzioni e delle somme erogate dall’ente turistico regionale, finite sotto la lente degli investigatori.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, le somme oggetto di contestazione sarebbero state destinate a esigenze personali attraverso procedure ritenute non conformi alle finalità istituzionali dell’Agenzia. Proprio tali presunte condotte hanno portato alla richiesta dei provvedimenti cautelari patrimoniali disposti dall’autorità giudiziaria.
L’attività investigativa rappresenta uno sviluppo delle operazioni già eseguite nel 2024 e nel 2025, quando erano stati effettuati tre distinti sequestri nell’ambito dello stesso filone d’indagine. Con il nuovo provvedimento, il valore complessivo delle somme e dei beni sottoposti a vincolo supera ampiamente i 2,5 milioni di euro.
La misura cautelare patrimoniale è finalizzata a garantire la futura eventuale confisca delle somme ritenute profitto del reato, qualora le accuse dovessero essere confermate nelle successive fasi processuali.
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