Policlinico di Bari revoca la borsa di studio a Maria Carmen Lorusso

L’Azienda ospedaliera annulla in autotutela l’ammissione al progetto Ubuntu dopo una verifica straordinaria sulla procedura selettiva

Il Policlinico di Bari ha disposto la revoca dell’ammissione di Maria Carmen Lorusso alla borsa di studio collegata al progetto di ricerca Ubuntu, iniziativa sostenuta dal Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020 del Ministero della Salute. La decisione è arrivata al termine di una serie di controlli avviati sulla regolarità della selezione pubblica.

L’ex consigliera comunale barese è coinvolta nell’inchiesta denominata “Codice Interno”, nella quale figura tra gli indagati con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. La vicenda aveva acceso l’attenzione istituzionale e politica sulla procedura che aveva portato all’assegnazione della borsa di studio.

Secondo quanto comunicato dal Policlinico, il provvedimento è stato adottato dopo una “verifica straordinaria” promossa dalla Direzione Strategica dell’azienda ospedaliera. Gli accertamenti sarebbero stati avviati anche in seguito a una richiesta di approfondimento avanzata dal Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, che aveva chiesto chiarimenti sulla correttezza dell’iter amministrativo.

Il riesame della documentazione avrebbe fatto emergere criticità relative ai requisiti richiesti per l’accesso alla selezione, oltre alla presenza di una dichiarazione ritenuta non conforme al momento della firma del contratto. Per questo motivo il Policlinico ha disposto l’esclusione della candidata dalla graduatoria, l’annullamento degli atti successivi e l’interruzione immediata del rapporto collegato alla borsa di studio.

La decisione comporta inoltre la perdita di tutti i benefici connessi al progetto di ricerca. L’iniziativa Ubuntu rientra nei programmi finanziati dal Ministero della Salute attraverso fondi destinati allo sviluppo e alla ricerca nel settore sanitario.

Nelle ore precedenti al provvedimento era arrivata anche una presa di posizione da parte del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Martedì 12 maggio il governatore aveva formalmente richiesto l’annullamento in autotutela dell’assegnazione, sollecitando un intervento immediato sulla vicenda.

Al centro delle verifiche vi sarebbe stata soprattutto l’interpretazione del bando di selezione. In base a quanto emerso, tra le condizioni previste per l’ammissione figurava l’assenza di carichi pendenti, requisito che i candidati avrebbero dovuto autocertificare al momento della presentazione della domanda.

Nei giorni scorsi il Policlinico aveva evidenziato alcuni dubbi interpretativi sulle norme contenute nel bando. Tuttavia, la Regione Puglia, tramite il Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario (Nirs), aveva chiesto controlli immediati al Dipartimento Salute per verificare il corretto svolgimento della procedura.

La Regione avrebbe ritenuto non corretta la valutazione inizialmente effettuata dall’azienda ospedaliera, chiedendo quindi ulteriori approfondimenti tecnici e amministrativi. L’intervento del Nirs ha portato a una revisione complessiva della pratica fino alla decisione definitiva di revocare l’ammissione.

Dal canto suo, Maria Carmen Lorusso, attraverso i propri legali, aveva sostenuto di aver indicato nella domanda di partecipazione i procedimenti penali pendenti a suo carico. La difesa aveva inoltre espresso fiducia rispetto agli accertamenti richiesti dalla Regione, ritenendo trasparente la documentazione presentata durante la selezione.

La vicenda continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale in Puglia, soprattutto per le implicazioni legate alla gestione dei bandi pubblici e ai criteri di selezione adottati negli enti sanitari regionali. L’attenzione resta ora concentrata sugli eventuali ulteriori sviluppi amministrativi e giudiziari collegati al caso.

Redazione

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