Il Ministero dell’Istruzione ha recentemente pubblicato il bando per il concorso “Pnrr-bis”, che destina 854 posti alla Puglia. A livello nazionale, l’avviso prevede 19.032 posizioni, di cui 10.667 per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Tuttavia, la Flc Cgil Puglia ha sollevato forti critiche, sottolineando come il bando sia molto più limitato rispetto al concorso Pnrr precedente, che offriva un numero triplo di posti.
Secondo il sindacato, il nuovo bando presenta diverse problematiche, a partire dalla gestione delle classi di concorso che includono idonei dei concorsi ordinari del 2020 e del 2023. Questi docenti, che hanno già superato una o più procedure selettive, si trovano costretti a partecipare nuovamente a una selezione per dimostrare le proprie competenze. Un paradosso inaccettabile, considerato che molti di loro lavorano da anni nelle scuole e che alcuni, a causa di recenti modifiche normative, sono rimasti senza incarico.
La posizione della Puglia nel panorama nazionale
La Puglia si distingue come una delle regioni più attrattive per l’insegnamento, risultando la quarta per numero di posti nella scuola secondaria, dopo Lombardia, Lazio e Veneto. Il sindacato sottolinea, però, che questa situazione potrebbe nascondere grossi problemi di programmazione da parte del Ministero. Molti posti potrebbero rivelarsi indisponibili al termine della procedura concorsuale, generando un altro lungo elenco di idonei difficilmente assorbibili. Inoltre, il territorio pugliese, già caratterizzato da un’alta età media dei docenti di ruolo, rischia di subire pesanti contraccolpi dai tagli previsti nella Legge di Bilancio e dalle nuove disposizioni sui pensionamenti.
Una macchina concorsuale complessa e costosa
La Flc Cgil ha espresso perplessità anche sulla gestione del concorso, definendola onerosa e inefficiente. Le procedure concorsuali richiedono un grande impegno in termini di risorse: individuare commissioni, spazi scolastici per ospitare le prove e personale qualificato rappresenta una sfida, soprattutto considerando il numero esiguo di posti disponibili. Il sindacato denuncia che tale organizzazione non garantisce sempre requisiti di imparzialità e terzietà e spesso genera contenziosi.
Proteste e rivendicazioni
Nonostante la pubblicazione del bando, il sindacato non intende fermarsi. La Flc Cgil Puglia ha già manifestato a più riprese a Roma e nella regione, chiedendo tutele per gli idonei dei concorsi del 2020 e 2023. Le proteste continueranno, con l’obiettivo di rivendicare i diritti di questi docenti, molti dei quali si trovano costretti a sostenere nuove prove nonostante anni di esperienza nelle scuole italiane.
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