Piantedosi a Bari, sicurezza e criminalità al centro del vertice in Prefettura

Il ministro dell’Interno ha riunito istituzioni e forze dell’ordine per affrontare emergenze legate a mafie, violenza minorile e controllo del territorio in Puglia

La crescita della violenza giovanile, l’evoluzione delle organizzazioni criminali e il rafforzamento delle misure di sicurezza sono stati al centro del vertice convocato a Bari dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nella giornata di venerdì 15 maggio, il titolare del Viminale ha presieduto in Prefettura il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto, coinvolgendo le province di Bari, Foggia e Barletta-Andria-Trani.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali, prefetti, vertici delle forze di polizia e magistrati, insieme al procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo. La presenza dei massimi livelli investigativi e giudiziari ha evidenziato la volontà di rafforzare il coordinamento contro le attività criminali che interessano il territorio pugliese.

Uno dei temi più delicati affrontati durante il tavolo tecnico ha riguardato la diffusione delle cosiddette “mafie fluide”, organizzazioni capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti economici e sociali. Piantedosi ha spiegato che i gruppi criminali locali mantengono un forte radicamento territoriale, ma operano ormai attraverso collegamenti che superano i confini regionali e nazionali. In particolare, è stata sottolineata l’esistenza di rapporti con la ’ndrangheta e con reti legate al narcotraffico internazionale.

Il ministro ha evidenziato come il traffico di droga abbia favorito nuove forme di collaborazione tra differenti organizzazioni criminali, interessate soprattutto agli affari economici e al controllo delle attività illecite. Una trasformazione che richiede strumenti investigativi più moderni e un lavoro coordinato tra le varie procure distrettuali.

Grande attenzione è stata riservata anche agli assalti ai portavalori e agli attacchi ai bancomat, episodi che negli ultimi anni hanno interessato diverse aree della regione. Il Viminale ha deciso di attribuire a questi reati una competenza distrettuale, con l’obiettivo di migliorare la capacità investigativa e creare sinergie operative più efficaci tra le forze dell’ordine. L’intenzione dichiarata è quella di contrastare il fenomeno in modo strutturale, replicando strategie già adottate in passato contro il contrabbando.

Sul fronte della sicurezza urbana, il ministro ha annunciato nuovi investimenti destinati alla videosorveglianza. Negli ultimi tre anni e mezzo, secondo quanto riferito durante l’incontro, sarebbero stati stanziati oltre 20 milioni di euro per la sicurezza in Puglia. A questi fondi si aggiungerà una nuova proposta di accordo con la Regione Puglia, che prevede ulteriori 6,5 milioni di euro destinati al potenziamento delle reti di controllo elettronico.

Il progetto non riguarderà soltanto l’installazione di nuove telecamere, ma anche l’introduzione di sistemi tecnologici avanzati in grado di leggere targhe, raccogliere dati e supportare le attività investigative. Strumenti considerati fondamentali per monitorare il territorio e compensare le difficoltà economiche degli enti locali.

Durante il confronto è emersa anche la necessità di rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, soprattutto in vista dell’estate e dell’aumento delle presenze turistiche. Piantedosi ha assicurato l’arrivo di nuove unità operative provenienti dai corsi di formazione di polizia e carabinieri. A livello nazionale sono previste tra le 3.000 e le 4.000 nuove assegnazioni, con particolare attenzione rivolta alla Puglia.

Secondo il ministro, pur non essendo presente una situazione di emergenza negli organici, esiste la necessità di garantire una presenza più visibile e costante delle forze di sicurezza nelle aree maggiormente esposte ai fenomeni criminali e ai problemi di ordine pubblico.

Un ulteriore focus è stato dedicato alla crescente violenza giovanile. Il fenomeno dei clan minorili e della diffusione di armi da taglio tra adolescenti è stato definito un problema in espansione in diverse città italiane. Per affrontare questa situazione, il Viminale starebbe valutando accordi con i gestori di locali e luoghi di intrattenimento, così da intensificare controlli e misure preventive.

Nel corso della giornata, Piantedosi ha commentato anche il recente episodio avvenuto a Taranto, dove un migrante è stato ucciso da un gruppo di minorenni. Il ministro ha parlato di un fatto estremamente grave, escludendo però che si possa parlare di una sistematica ostilità verso i migranti nel territorio pugliese. Ha inoltre ribadito la linea del governo in materia migratoria, sottolineando il rafforzamento delle misure contro l’immigrazione irregolare insieme alla programmazione di nuovi ingressi regolari per motivi di lavoro.

Redazione

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