Omicidio Signorile: convalidato il fermo per Alessandro Barcellona

Il gip conferma la custodia cautelare in carcere: emergono dettagli su dinamica, ferocia e tentativo di fuga dell’indagato

La decisione del gip paola angela de santis, formalizzata con l’ordinanza di convalida del fermo datata 2 luglio 2026, rappresenta un passaggio decisivo nell’inchiesta sull’omicidio di alessandro signorile. Il provvedimento non si limita a confermare la misura cautelare in carcere per alessandro barcellona, 40 anni, ma ricostruisce anche una serie di elementi ritenuti fondamentali per comprendere la gravità dei fatti e la personalità dell’indagato.

Fin dalle prime valutazioni emerge un quadro giudiziario severo: il giudice ha escluso la possibilità degli arresti domiciliari, ritenendo la misura insufficiente a contenere un rischio ritenuto elevatissimo di reiterazione del reato. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, barcellona mostrerebbe una marcata difficoltà nel controllo degli impulsi e una spiccata pericolosità sociale, elemento che ha inciso in modo determinante sulla scelta della custodia in carcere.

Un ulteriore aspetto centrale riguarda il contesto abitativo. La richiesta di una misura meno restrittiva è stata respinta anche perché il domicilio individuato a ceglie del campo è stato considerato del tutto inadeguato. In quell’abitazione, infatti, conviveva la compagna dell’indagato e si sarebbe sviluppata la dinamica sentimentale che ha fatto da sfondo al delitto. Il gip ha evidenziato come il ritorno in quel luogo avrebbe potuto esporre le persone coinvolte a ulteriori rischi concreti, rendendo impossibile qualsiasi forma di detenzione domestica.

Sul piano della ricostruzione del fatto, l’ordinanza descrive elementi di particolare violenza. L’ispezione cadaverica sul corpo della vittima ha rilevato nove ferite da arma da fuoco, concentrate in aree vitali come cranio, torace, addome, scapola e coscia. Un quadro che, secondo l’autorità giudiziaria, conferma la brutalità dell’azione.

Barcellona ha ammesso di aver preparato l’arma con un colpo già in canna prima di raggiungere la vittima. Secondo la ricostruzione, avrebbe sparato ad altezza uomo pronunciando la frase: “hai finito di divertirti”. Il gip sottolinea inoltre la freddezza e la lucidità dell’azione, avvenuta in pieno giorno e in un contesto urbano, con il concreto rischio di coinvolgere anche passanti estranei alla vicenda.

Un altro elemento rilevante riguarda le fasi immediatamente successive all’omicidio. L’ordinanza chiarisce infatti che l’indagato non si sarebbe consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine. Intercettato in corso vittorio veneto mentre si trovava a bordo della propria moto, barcellona avrebbe tentato di evitare il controllo dei carabinieri. Solo la manovra di un militare, che ha bloccato la strada con l’auto di servizio provocando una collisione, ha impedito la fuga. Questo comportamento è stato interpretato come un tentativo concreto di sottrarsi alla giustizia, almeno nelle fasi iniziali.

La vicenda si inserisce inoltre in un contesto personale segnato da tensioni e ossessioni. Secondo quanto ricostruito, l’indagato avrebbe scoperto la relazione tra la compagna e la vittima circa tre mesi prima del delitto, anche attraverso un utilizzo invasivo delle telecamere di sorveglianza installate nell’abitazione condivisa. Il conflitto si sarebbe ulteriormente aggravato quando, la sera precedente all’omicidio, la donna avrebbe comunicato la volontà di interrompere definitivamente il rapporto. Lo stesso indagato avrebbe definito questo momento come “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Infine, il gip ha disposto un approfondimento sulle condizioni dell’indagato, chiedendo alla direzione sanitaria del carcere di Trani una relazione aggiornata sullo stato di salute fisica e mentale entro cinque giorni. Un passaggio che introduce un ulteriore elemento di valutazione sul profilo complessivo del detenuto.

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