Olivieri rompe il silenzio dopo la scarcerazione: “La vita è meravigliosa”

L’ex consigliere regionale affida ai social un lungo messaggio di ringraziamento dopo oltre due anni trascorsi tra carcere e domiciliari

giacomo olivieri

A pochi giorni dal ritorno in libertà, Giacomo Olivieri ha deciso di condividere pubblicamente le sue emozioni con un post pubblicato su Facebook. L’ex consigliere regionale pugliese, coinvolto nell’inchiesta “Codice Interno”, ha scelto parole misurate e lontane da toni polemici, concentrandosi invece sul valore della vita e sul sostegno ricevuto durante il periodo trascorso tra carcere e arresti domiciliari.

Nel messaggio, Olivieri ha raccontato il difficile percorso personale vissuto negli ultimi mesi, sottolineando come il sostegno della famiglia e dei legali sia stato fondamentale per affrontare la detenzione. “Non riesco ancora a credere di essere vivo e di stare bene”, ha scritto, esprimendo gratitudine nei confronti degli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta, definiti presenze costanti durante tutta la vicenda giudiziaria.

L’ex politico barese ha poi rivolto un pensiero ai propri familiari, ringraziando il fratello, la moglie e i figli per la vicinanza dimostrata nonostante le difficoltà affrontate. Nel lungo sfogo pubblicato sui social, un riferimento particolare è stato dedicato anche a don Massimo Stornelli, cappellano del carcere di Lanciano, che secondo Olivieri avrebbe rappresentato un importante punto di riferimento umano e spirituale nel periodo trascorso in cella.

Nel suo intervento social, Olivieri ha scelto inoltre di non attaccare la magistratura. Al contrario, ha invitato chi gli è vicino a evitare giudizi sommari nei confronti dei magistrati, riconoscendo il ruolo della giustizia nella tutela della legalità. “Non demonizzate il lavoro dei magistrati”, ha scritto, aggiungendo che, pur in presenza di possibili errori giudiziari, il loro operato rimane essenziale per garantire sicurezza ai cittadini.

La conclusione del messaggio assume il tono di una riflessione personale maturata durante la detenzione. “Vivete questo dono senza sprecarlo e senza sporcarlo. La vita è meravigliosa”, ha dichiarato l’ex consigliere regionale, chiudendo il post con parole improntate alla speranza.

La scarcerazione di Olivieri è stata disposta il 13 maggio dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore. Il provvedimento è arrivato dopo l’istanza presentata dai suoi difensori, che hanno ottenuto un alleggerimento della misura cautelare. Nelle motivazioni, il giudice ha evidenziato l’attenuazione delle esigenze cautelari, sottolineando il rispetto delle prescrizioni da parte dell’indagato durante il periodo ai domiciliari.

Pur avendo lasciato l’abitazione del fratello nel quartiere Libertà di Bari, dove stava scontando i domiciliari, Olivieri dovrà comunque attenersi ad alcune limitazioni. Tra queste figurano l’obbligo di dimora nel capoluogo pugliese, il divieto di uscire nelle ore notturne — dalle 20 alle 6 — e l’obbligo di firma quotidiano presso la caserma competente due volte al giorno.

La vicenda giudiziaria dell’ex consigliere regionale affonda le radici nel maxi blitz eseguito il 26 febbraio 2024 dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e dalla Squadra Mobile, operazione che portò all’arresto di circa 130 persone nell’ambito dell’inchiesta denominata “Codice Interno”. Olivieri trascorse inizialmente tredici mesi in carcere, prima del trasferimento ai domiciliari avvenuto nel marzo del 2025, dapprima a Parabita e successivamente nel capoluogo pugliese.

Secondo l’accusa formulata dalla Procura antimafia, Olivieri avrebbe ottenuto il sostegno elettorale di alcuni clan cittadini — Parisi, Strisciuglio e Montani — in occasione delle elezioni comunali del 2019, con l’obiettivo di favorire la candidatura della moglie Maria Carmen Lorusso al Consiglio comunale di Bari. Nell’inchiesta risulta coinvolto anche il padre della donna, l’oncologo Vito Lorusso, entrambi imputati nel procedimento per presunto scambio elettorale politico-mafioso.

Redazione

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