La vertenza Natuzzi, che interessa gli stabilimenti di Puglia e Basilicata e coinvolge centinaia di lavoratori, mostra i primi segnali di dialogo tra azienda e sindacati, nonostante le tensioni degli ultimi giorni per il rischio chiusura di tre siti produttivi. A fare il punto è stata la Regione Puglia, al termine della riunione del 4 giugno del Comitato Sepac, la task force regionale dedicata all’occupazione, presieduta da Leo Caroli.
Novità sui percorsi di esodo e incentivi
Una delle novità principali riguarda il piano sperimentale di incentivazione all’esodo varato da Natuzzi. L’azienda ha messo a disposizione 6 milioni di euro destinati a un’indennità massima di 50mila euro per i dipendenti che aderiranno su base volontaria. L’iniziativa è affiancata da percorsi formativi di 400 ore promossi dalla Regione Puglia, con un’indennità di frequenza pari a 6 euro l’ora, pensata per sostenere i lavoratori penalizzati dalla riduzione del reddito derivante dagli ammortizzatori sociali.
Convocazioni urgenti prima del tavolo ministeriale
Un altro spiraglio riguarda l’impegno dell’azienda a convocare le rappresentanze sindacali prima del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fissato per l’11 giugno. L’incontro servirà per discutere i calendari degli ammortizzatori sociali, mentre i temi legati alla riorganizzazione degli stabilimenti e al reshoring rimangono al di fuori di questa fase di confronto.
Riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori
Sul fronte della reindustrializzazione, Natuzzi ha annunciato la cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa a un’importante realtà pugliese del settore gomma-plastica. Il piano prevede l’inserimento iniziale di 40 lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi, mentre altre aziende del territorio hanno mostrato interesse a selezionarne ulteriori 40-50. I dipendenti potranno manifestare la propria disponibilità alla ricollocazione attraverso il “bacino delle competenze” del Centro per l’Impiego competente.
Le parole dell’assessore regionale al Lavoro
L’assessore Eugenio Di Sciascio ha sottolineato la complessità della vertenza, evidenziando che la disponibilità di Natuzzi a incontrare RSU e RSA prima dell’11 giugno rappresenta un segnale positivo, perché restituisce centralità al confronto e crea le condizioni per costruire una soluzione condivisa sulla gestione della cassa integrazione.
Di Sciascio ha poi ribadito l’impegno della Regione: “Resteremo impegnati fino in fondo per tutelare l’occupazione, salvaguardare il presidio industriale e garantire il futuro della filiera del mobile imbottito. Le azioni già avviate con Arpal e le aziende del territorio sono finalizzate ad assorbire eventuali lavoratori in esubero. L’auspicio è che Natuzzi presenti un piano industriale sostenibile che contempli insieme tutela del lavoro e sostenibilità aziendale”.
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