Si allarga l’indagine sul presunto sistema di compravendita di voti che ha coinvolto la politica locale di Modugno. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha condotto all’arresto di sei persone, sospettate di aver partecipato a una rete di scambio elettorale politico mafioso, oltre che a episodi di estorsione e detenzione illegale di armi da fuoco.
Tra i nomi più rilevanti emerge quello di Antonio Lopez, 40 anni, fino a pochi giorni fa assessore alle Attività produttive del Comune di Modugno e candidato alle elezioni regionali pugliesi del 23 e 24 novembre per Forza Italia. Lopez si è presentato davanti al gip del Tribunale di Bari, Giuseppe Montemurro, per l’interrogatorio di garanzia, accompagnato dal suo legale Cristian Di Giusto. Ha scelto di non rispondere alle domande del giudice, dichiarandosi tuttavia disponibile a fornire chiarimenti in seguito.
Le accuse nei confronti di Lopez sono legate alle elezioni comunali del 2025. Secondo gli inquirenti, l’ex assessore avrebbe ottenuto un numero significativo di voti grazie a un accordo con Cristian Stragapede, considerato vicino al clan Parisi, attivo nel territorio barese. In cambio del supporto elettorale, sarebbero stati promessi 25 euro per ogni voto o altri vantaggi, come un impiego lavorativo. In seguito a questa presunta intesa, Lopez venne eletto in Consiglio comunale con 195 preferenze, molte delle quali, secondo la Guardia di Finanza, ottenute grazie a questo accordo illecito.
Anche Stragapede, difeso dall’avvocato Nicola Quaranta, è comparso davanti al giudice e ha adottato la stessa strategia difensiva, avvalendosi del diritto di non rispondere. Le indagini hanno coinvolto anche altri soggetti del panorama politico e imprenditoriale locale, che secondo l’accusa avrebbero avuto contatti con ambienti criminali per finalità elettorali.
Il blitz, scattato mercoledì scorso, ha rappresentato un momento chiave dell’inchiesta, con perquisizioni, sequestri e arresti. Le forze dell’ordine hanno agito in coordinamento con la Dda per smantellare quello che appare come un meccanismo ben strutturato di scambio di favori tra politica e criminalità organizzata.
L’intero fascicolo dell’indagine rimane aperto e in evoluzione. Le autorità stanno continuando a ricostruire la rete di relazioni, voti e promesse che avrebbero alimentato una delle vicende giudiziarie più delicate che ha recentemente colpito la politica pugliese.
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