Migranti soccorsi nel Mediterraneo, la Life Support verso Bari con 50 persone a bordo

La nave di Emergency ha ricevuto dalle autorità italiane l’indicazione del porto pugliese per lo sbarco dei naufraghi salvati nella zona Sar libica. Durante l’intervento sono stati trovati anche sette corpi senza vita e due persone in condizioni critiche

La nave Life Support di Emergency è diretta verso il porto di Bari, indicato dalle autorità italiane come punto di approdo per lo sbarco dei 50 migranti soccorsi nelle acque internazionali della zona Sar libica. L’imbarcazione umanitaria aveva effettuato un’operazione di salvataggio dopo aver individuato una barca sovraffollata con a bordo persone in gravi difficoltà.

Secondo quanto riferito dai naufraghi, il gruppo era partito all’alba del giorno precedente da Zuwara, in Libia. Tra le persone tratte in salvo ci sarebbero migranti provenienti principalmente da Somalia ed Egitto, con una presenza significativa di persone vulnerabili: cinque donne e 29 minori non accompagnati.

La situazione a bordo della Life Support si è presentata particolarmente complessa a causa delle condizioni fisiche dei sopravvissuti e delle conseguenze del viaggio affrontato in mare. Nove persone hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria, mentre per due migranti l’equipaggio ha richiesto un’evacuazione medica urgente a causa di condizioni definite critiche, legate a problemi respiratori e soffocamento.

L’intervento di soccorso è stato raccontato da Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency, che ha spiegato come l’equipaggio abbia individuato le imbarcazioni durante le prime ore del mattino. Dopo il rilevamento attraverso il radar e successivamente con i binocoli dal ponte della nave, i soccorritori si sono avvicinati alla situazione verificando la presenza di una barca in legno con numerose persone a bordo.

Durante le operazioni era presente anche una motovedetta libica, che si sarebbe avvicinata alla zona del soccorso. La nave di Emergency ha comunicato l’avvio delle procedure e l’imbarcazione libica avrebbe seguito l’operazione mantenendosi nelle vicinanze per tutta la durata dell’intervento.

Nel corso del salvataggio, il team della Life Support ha scoperto la presenza di nove persone che erano state portate sul ponte dagli altri migranti. Secondo la ricostruzione fornita dall’organizzazione, queste persone erano rimaste nella parte interna della barca per l’intera traversata, in condizioni difficili e con scarsa disponibilità di aria.

Il bilancio dell’operazione è stato drammatico: sette persone sono morte durante il viaggio, mentre altre due sono state trovate in condizioni estremamente gravi. Per i sette naufraghi non è stato possibile intervenire in tempo, nonostante i tentativi dell’equipaggio di prestare assistenza.

Emergency ha quindi richiesto l’assegnazione di un porto di sbarco il più vicino possibile, sottolineando la necessità di evitare ulteriori difficoltà a persone già provate da una traversata segnata da sofferenze e situazioni di emergenza. L’organizzazione ha evidenziato l’importanza di garantire un trasferimento rapido verso terra per consentire ai sopravvissuti di ricevere le cure necessarie.

L’arrivo previsto a Bari consentirà dunque di completare le procedure di sbarco e di avviare gli interventi di assistenza per i migranti salvati. La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sulle condizioni affrontate da chi tenta la traversata del Mediterraneo centrale e sui rischi legati ai viaggi organizzati su imbarcazioni non adeguate alla navigazione.

Redazione

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