Il trasferimento del mercato settimanale del lunedì nella nuova area del park&ride di via Brigata Regina, inizialmente presentato come un’occasione di rilancio, sta evidenziando numerose criticità. Dopo un avvio caratterizzato da curiosità e partecipazione, con il passare delle settimane stanno emergendo problemi organizzativi che incidono direttamente sulle attività degli ambulanti.
Uno dei nodi principali riguarda il sistema di turnazione quindicinale introdotto per gestire gli spazi nella nuova location. Questa modalità, pensata per regolamentare la presenza degli operatori, si sta rivelando fonte di malcontento diffuso, soprattutto per le ripercussioni economiche che comporta.
La situazione si è ulteriormente complicata nel mese di aprile. Secondo quanto segnalato dagli operatori, il calendario delle presenze avrebbe subito variazioni non ufficiali che penalizzano in particolare il cosiddetto Turno A. Dopo aver già perso una giornata di lavoro a metà marzo a causa del maltempo, questi ambulanti si sono trovati svantaggiati rispetto ai colleghi del Turno B, che invece hanno potuto lavorare in condizioni favorevoli e con una buona affluenza di pubblico.
Il punto più critico è stato raggiunto con la gestione delle date successive, in particolare con la decisione legata al lunedì dell’Angelo. La sospensione del mercato prevista per quella giornata avrebbe comportato uno slittamento del Turno B alla settimana successiva, andando di fatto a sovrapporsi al turno degli altri operatori. Questo meccanismo, se confermato, determinerebbe una drastica riduzione delle opportunità di lavoro per alcuni ambulanti, arrivando a garantire una sola giornata lavorativa nell’intero mese.
Le conseguenze di questa situazione non sono solo economiche. Tra gli operatori cresce anche un forte senso di disorientamento e frustrazione, alimentato dalla mancanza di comunicazioni ufficiali e dalla percezione di una gestione poco chiara. Il rischio, secondo le associazioni di categoria, è quello di un aumento delle tensioni sociali all’interno del mercato.
A prendere posizione è stata l’associazione CasAmbulanti-UniPuglia, che rappresenta molti degli operatori coinvolti. Il presidente Savino Montaruli ha evidenziato come la situazione attuale stia creando squilibri significativi tra i lavoratori. La disparità tra i turni e l’incertezza organizzativa vengono considerate fattori destabilizzanti, capaci di generare concorrenza interna e difficoltà operative.
Dal punto di vista del sindacato, non si tratta di intervenire con soluzioni temporanee sul calendario. La richiesta principale è quella di superare completamente il sistema della turnazione quindicinale, ritenuto inadatto alle esigenze degli operatori e inefficace nel garantire continuità lavorativa. Secondo l’associazione, il ritorno a una cadenza settimanale rappresenterebbe l’unica soluzione concreta per ristabilire equilibrio e sostenibilità economica.
L’attuale configurazione del mercato, infatti, viene giudicata incompatibile con le necessità delle imprese ambulanti, che basano la propria attività su una presenza costante e su un rapporto continuativo con la clientela. La riduzione delle giornate lavorative compromette non solo i guadagni, ma anche la fidelizzazione dei clienti, elemento fondamentale per la sopravvivenza del settore.
In questo contesto, la protesta degli operatori appare destinata a crescere. Senza un intervento rapido e strutturato, il rischio è quello di un progressivo deterioramento del clima all’interno del mercato, con possibili ripercussioni anche sull’attrattività complessiva dell’area.
La vicenda evidenzia come una riorganizzazione logistica, se non accompagnata da una pianificazione condivisa, possa trasformarsi in un elemento critico per un comparto già esposto a numerose difficoltà. Gli ambulanti chiedono ora risposte chiare e soluzioni immediate, per evitare che quella che doveva essere una ripartenza si trasformi definitivamente in una crisi.
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