Medie imprese del Sud: crescita tra innovazione e nuove strategie

Un report evidenzia i progressi economici e tecnologici delle aziende manifatturiere meridionali

Le medie imprese del Mezzogiorno d’Italia stanno dimostrando una notevole capacità di adattamento e innovazione, contribuendo significativamente all’economia locale. Questo è quanto emerge dal report “La competitività delle medie imprese del Mezzogiorno tra percezione dei rischi e strategie di innovazione”, presentato oggi a Bari dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere. All’evento hanno partecipato Andrea Prete, presidente di Unioncamere, e Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari.

Il contributo del Mezzogiorno alla crescita economica
Il report evidenzia una significativa crescita del fatturato e delle esportazioni per le imprese del Sud. Nel 2023, il fatturato delle aziende manifatturiere meridionali con una forza lavoro tra 50 e 499 dipendenti è cresciuto del 2,7%, a fronte di un calo del 3,6% registrato al Centro Nord. Anche l’export ha seguito una tendenza simile, con un incremento del 4,4%, mentre al Centro Nord si è verificato un calo del 2,1%.

Le previsioni per il 2024 rimangono positive per il Mezzogiorno, con un aumento stimato del 2% per fatturato ed esportazioni. Al contrario, nel resto del Paese si attende una contrazione rispettivamente dell’1,5% e del 4%.

Il ruolo cruciale della tecnologia e degli investimenti 4.0
Tra i fattori chiave di questa performance spiccano gli investimenti nelle tecnologie 4.0, compresa l’intelligenza artificiale. Secondo il report, ben l’87,3% delle medie imprese del Sud ha avviato o pianificato tali investimenti entro il 2026, superando la quota dell’82,1% registrata nelle altre aree del Paese. Queste innovazioni stanno contribuendo a migliorare la competitività e la resilienza delle aziende meridionali.

Dati storici e distribuzione regionale delle imprese
Il numero di aziende manifatturiere nel Mezzogiorno è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi 27 anni, passando da 213 nel 1996 a 431 nel 2022, con un incremento particolarmente significativo in Campania (+114 aziende), Puglia (+46) e Sicilia (+27). Queste imprese, pur rappresentando solo lo 0,5% del tessuto imprenditoriale del Sud, generano l’11,9% del valore aggiunto manifatturiero dell’area. In Puglia, ad esempio, le 84 medie imprese presenti producono l’11,4% del valore aggiunto manifatturiero regionale.

Un Sud che guarda al futuro
I dati evidenziano un Mezzogiorno dinamico e in evoluzione, capace di affrontare le sfide globali attraverso l’adozione di tecnologie avanzate e strategie innovative. Con queste premesse, le medie imprese meridionali si confermano un elemento trainante per lo sviluppo economico del territorio.

Redazione

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