Maxi truffa fiscale da 136 milioni: sequestrate 32 società fantasma nell’operazione Tesori d’Oriente

La Guardia di Finanza di Trani scopre un sistema di fatture false con 80 aziende coinvolte: 65 imprenditori denunciati e beni sequestrati per 20 milioni di euro

È partita da un controllo in un esercizio commerciale di Trani l’indagine che ha portato alla scoperta di una presunta maxi frode fiscale da 136 milioni di euro. L’operazione, denominata “Tesori d’Oriente”, condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro e alla denuncia di 65 persone.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani e successivamente estesa a diverse regioni italiane, avrebbe fatto emergere un articolato sistema basato sull’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e sul coinvolgimento di numerose società create per generare vantaggi fiscali indebiti.

Un sistema con 80 aziende coinvolte

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il meccanismo avrebbe coinvolto complessivamente 80 imprese, con ruoli differenti all’interno del presunto schema fraudolento.

Tra queste, 32 società sarebbero state individuate come “cartiere”, cioè aziende formalmente esistenti ma utilizzate principalmente per emettere documentazione fiscale relativa a operazioni mai realmente effettuate.

Attraverso queste strutture, altre imprese avrebbero potuto registrare costi inesistenti e ottenere vantaggi fiscali non spettanti.

Sequestrate 32 società cartiera

Il Tribunale di Trani ha convalidato diversi decreti di sequestro preventivo d’urgenza emessi dalla Procura ed eseguiti dalle Fiamme Gialle.

I provvedimenti hanno riguardato le 32 società ritenute dagli investigatori coinvolte nella produzione delle fatture false, oltre ai relativi patrimoni aziendali.

Sono stati inoltre sequestrati i complessi aziendali di due società con sede a Trani, attive nel settore degli empori e della vendita di prodotti non alimentari.

Recuperati beni per 20 milioni di euro

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie riconducibili a 47 aziende e ai rispettivi rappresentanti legali.

Il valore complessivo dei beni bloccati ammonta a circa 20 milioni di euro, cifra che secondo l’ipotesi investigativa corrisponderebbe al beneficio fiscale ottenuto attraverso il sistema fraudolento.

Redazione

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