Le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario. Sul tema interviene Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che chiede maggiori risorse e un confronto istituzionale tra Regioni e Governo per affrontare il problema.
Secondo Anelli, l’impegno della Giunta regionale guidata da Antonio Decaro nel migliorare l’efficienza del sistema sanitario è importante, ma rischia di non essere sufficiente senza un sostegno economico e organizzativo a livello nazionale.
Oltre il 60% delle prestazioni effettuate nel privato
Le considerazioni del presidente dell’Ordine dei Medici si basano sui dati di un’indagine commissionata dalla Fnomceo all’Istituto Piepoli.
Dallo studio emerge che:
- oltre il 60% delle prestazioni sanitarie viene ormai erogato dal settore privato;
- più del 40% dei cittadini non si rivolge più al servizio pubblico come prima scelta.
Il tempo medio di attesa dichiarato dagli intervistati è pari a 2,3 mesi.
I tempi di attesa spingono verso il privato
L’indagine evidenzia anche le diverse modalità con cui i cittadini riescono ad accedere alle prestazioni sanitarie.
Tra coloro che hanno avuto bisogno di una visita o di un esame:
- il 41% si è rivolto a una struttura privata a pagamento;
- il 32% ha ottenuto la prestazione attraverso il Servizio sanitario nazionale nei tempi previsti;
- il 27% ha usufruito del Servizio sanitario nazionale, ma con tempi di attesa molto lunghi;
- il 13% ha scelto l’attività intramoenia.
Secondo Anelli, questi dati mostrano una crescente difficoltà del sistema pubblico nel rispondere in tempi adeguati ai bisogni di salute.
“Le Regioni da sole non bastano”
Per il presidente dell’Ordine dei Medici, il problema non può essere affrontato esclusivamente sul piano organizzativo.
Anelli sottolinea come l’aumento dell’età media della popolazione e la crescita delle patologie croniche comporteranno una domanda sempre maggiore di prestazioni sanitarie.
Per questo motivo ritiene necessario un intervento dello Stato, affinché Regioni e Governo possano lavorare insieme per rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
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