In Puglia il mercato del lavoro continua a mostrare segnali contrastanti. Da una parte aumentano le opportunità occupazionali previste per i prossimi mesi, dall’altra resta elevato il numero di contratti precari, con una netta prevalenza di rapporti a tempo determinato e stagionale.
È quanto emerge dal nuovo bollettino Excelsior-Unioncamere relativo alle previsioni occupazionali delle imprese pugliesi per il trimestre maggio-luglio 2026. I dati evidenziano una dinamica occupazionale ancora fragile, caratterizzata soprattutto da forme di lavoro discontinue e poco stabili.
Oltre 133mila assunzioni previste nel trimestre
Secondo il report, le aziende pugliesi prevedono complessivamente 133.270 nuovi ingressi nel mondo del lavoro tra maggio e luglio. Nel solo mese di maggio le attivazioni stimate sono pari a 41.220 contratti.
Nonostante i numeri consistenti, il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra una lieve flessione. A preoccupare maggiormente sindacati e osservatori del mercato è però la qualità delle assunzioni previste.
Solo il 12% dei nuovi rapporti di lavoro sarà stabile, mentre appena il 9% riguarderà contratti a tempo indeterminato. La quota predominante resta quella dei rapporti a termine, che rappresentano l’88% delle nuove assunzioni programmate dalle imprese.
In molti casi si tratta di occupazioni legate alla stagionalità, soprattutto nei comparti turistici e dei servizi.
Turismo e servizi trainano le nuove assunzioni
La maggior parte delle opportunità di lavoro si concentrerà nel settore terziario, che da solo assorbirà oltre 24mila ingressi. Seguono agricoltura, silvicoltura, pesca e caccia con circa 8.750 assunzioni previste, mentre l’industria si fermerà a poco più di 7.600 contratti.
Tra i comparti più dinamici spiccano alloggio, ristorazione e servizi turistici, con oltre 10mila ingressi programmati. Si tratta però di settori storicamente caratterizzati da elevata flessibilità, forte ricorso al lavoro stagionale e presenza diffusa di piccole imprese.
Molte delle nuove opportunità occupazionali riguarderanno aziende con meno di 50 dipendenti, realtà che spesso faticano a garantire continuità lavorativa e livelli salariali più elevati.
La Cisl: “Occupazione fragile e salari bassi”
I dati del bollettino hanno provocato la reazione della Cisl Puglia, che da tempo denuncia la diffusione del lavoro precario nella regione. Il segretario generale Antonio Castellucci ha definito il quadro occupazionale pugliese “debole e fragile”, sottolineando come la crescita numerica delle assunzioni non coincida necessariamente con un miglioramento delle condizioni lavorative.
Secondo il sindacato, la concentrazione delle nuove assunzioni nei servizi e nelle attività stagionali rischia di alimentare fenomeni di instabilità economica, bassi salari e scarsa continuità occupazionale. La Cisl evidenzia inoltre la necessità di contrastare i contratti pirata e le forme di lavoro sottopagate, considerate particolarmente diffuse nel settore del terziario.
La proposta di un patto per il lavoro stabile
Per affrontare il problema della precarietà, il sindacato propone la creazione di un “Patto di responsabilità” che coinvolga istituzioni, imprese e parti sociali. L’obiettivo sarebbe quello di incentivare contratti più stabili, rafforzare la contrattazione collettiva e promuovere modelli occupazionali capaci di garantire maggiore sicurezza economica ai lavoratori. Secondo la Cisl, senza interventi strutturali il rischio è che il mercato del lavoro pugliese continui a crescere solo dal punto di vista numerico, senza però offrire reali prospettive di stabilità professionale e salariale.
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