Laurea annullata dopo 12 anni: a Bari dottoressa perde il titolo per presunti esami Erasmus mai sostenuti

Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar: la specializzanda in Anestesia dovrà provare di aver sostenuto otto esami universitari all’estero

La laurea in Medicina, conseguita nel 2011 da una specializzanda in Anestesia all’Università di Bari, è stata dichiarata nulla. A stabilirlo è una sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso dell’ateneo barese, dopo una lunga vicenda legale che ha visto al centro otto esami sostenuti in Spagna nell’ambito di un programma Erasmus. Secondo l’Università, non esiste alcuna prova che quei crediti siano mai stati effettivamente acquisiti.

La studentessa, oggi medico specializzando, aveva frequentato l’università di Valladolid per un periodo di studio all’estero. Tuttavia, le autorità accademiche italiane hanno ritenuto non valido il pacchetto formativo in assenza della documentazione ufficiale che comprovasse il superamento delle otto prove d’esame. Un vuoto documentale ritenuto “insanabile” secondo la decisione più recente.

Un anno fa, il Tar aveva accolto il ricorso della professionista, sostenendo che l’assenza delle certificazioni potesse essere imputabile a una perdita accidentale dei documenti da parte delle università coinvolte, riconoscendo comunque validità al percorso accademico e alla laurea ottenuta. La giovane dottoressa, in base a quella sentenza, era stata temporaneamente riabilitata.

Ma ora la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato ha ribaltato completamente quella posizione. Secondo il tribunale amministrativo di secondo grado, non vi sono margini per considerare validi esami di cui non esiste alcuna prova oggettiva. In particolare, la mancanza dei verbali ufficiali con i risultati d’esame e delle trascrizioni firmate ha reso impossibile qualsiasi convalida da parte dell’Università di Bari.

Redazione

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