Un’iniziativa che coniuga scrittura autobiografica, storytelling digitale e inclusione sociale sta prendendo forma all’interno del carcere di Bari. Il laboratorio “Autori!”, realizzato in collaborazione tra il Comune di Bari – assessorato alle Culture, Puglia Culture e curato da “Senza Piume”, mira a costruire un ponte tra i detenuti e la società esterna attraverso la narrazione. Coordinato da Damiano Nirchio con il supporto di “Omero su Marte” e della cooperativa sociale Crisi, il progetto punta a sensibilizzare sul tema della giustizia riparativa e a favorire un percorso di riflessione e responsabilizzazione personale.
Il percorso del laboratorio
Il progetto si sviluppa in due fasi principali: una prima dedicata alla scrittura creativa e autobiografica, e una seconda che prevede la trasformazione degli elaborati in podcast. I detenuti saranno guidati nella narrazione delle loro esperienze personali attraverso racconti-interviste, per poi registrare gli elaborati in formato audio. Il risultato sarà un podcast curato da “Omero su Marte” di Lorenzo Scaraggi, disponibile su piattaforme come Spotify, Apple Podcasts e YouTube Music.
Un momento di particolare rilievo sarà rappresentato dalla registrazione dal vivo di una puntata, che si svolgerà durante l’evento conclusivo all’interno del carcere. Qui, i detenuti dialogheranno con un gruppo selezionato di studenti del Liceo “G. Salvemini” di Bari, dando vita a un “dialogo riparativo” in cui le storie personali si intrecceranno con le riflessioni delle nuove generazioni. Questo confronto diretto offrirà agli studenti un’occasione unica per esplorare i temi della giustizia e del cambiamento, aprendosi a una visione più umana del contesto carcerario.
L’evento di presentazione e il coinvolgimento scolastico
Il progetto sarà presentato ufficialmente il 17 febbraio alle ore 11 presso il Liceo Salvemini di Bari, in un incontro intitolato “Il racconto che ripara. Il racconto che è riparo”. Interverranno personalità di spicco come Paola Romano, assessora alle Culture del Comune di Bari, Valeria Pirè, direttrice della Casa Circondariale di Bari, e Tina Gesmundo, dirigente scolastica del liceo. Inoltre, sarà proiettato il cortometraggio “Limbo”, realizzato nella Casa Circondariale di Bari da Vincenzo Ardito di “Sinapsi Produzioni”.
L’integrazione tra il carcere e il mondo scolastico rappresenta un punto di forza del laboratorio. Gli studenti del Salvemini non solo assisteranno alle storie dei detenuti, ma saranno coinvolti in un percorso guidato che li porterà a riflettere sul valore della giustizia riparativa. Questo scambio di esperienze e pensieri intende promuovere una cultura della riparazione, in cui il riconoscimento del danno diventa uno stimolo per la crescita personale e collettiva.
Le finalità educative e sociali
Oltre a offrire ai detenuti un’opportunità per elaborare il proprio vissuto, il laboratorio ha l’obiettivo di diffondere un messaggio educativo e di sensibilizzazione alle nuove generazioni, mettendo in luce il valore del cambiamento e della riflessione critica. Paola Romano, assessora alle Culture, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, dichiarando: «Il progetto rappresenta un’occasione significativa per dare voce a chi vive in condizioni di privazione della libertà personale, offrendo uno strumento per parlare della realtà carceraria in modo sensibile e umano».
La conclusione del laboratorio, prevista per la primavera del 2025, segnerà la pubblicazione del podcast, che raccoglierà le storie e le testimonianze dei detenuti, unendo riflessioni personali e messaggi di speranza rivolti alla società.
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