Un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Bari ha dimostrato che i cavi sottomarini per telecomunicazioni possono essere utilizzati per monitorare i terremoti grazie all’intelligenza artificiale. Lo studio, pubblicato su Communications Earth & Environment, apre nuove possibilità per sistemi di allerta più rapidi ed efficienti.
L’intelligenza artificiale analizza le variazioni dei segnali ottici che viaggiano nei cavi in fibra ottica, trasformandoli in veri e propri sensori. In questo modo è possibile rilevare eventi sismici anche a grande distanza.
I dati esaminati sono stati raccolti tra il 2022 e il 2024 tramite il cavo Med-Nautilus nel Mediterraneo. Il sistema sviluppato è in grado di individuare segnali sismici in poche decine di secondi, anche quando l’epicentro si trova lontano.
Uno dei principali vantaggi è che non servono nuovi strumenti sui fondali marini: si sfruttano infrastrutture già esistenti, riducendo costi e tempi.
Alla ricerca hanno partecipato diversi enti, tra cui Marina Militare, Telecom Italia Sparkle, Politecnico di Bari e INGV. Il rettore Roberto Bellotti ha evidenziato come la collaborazione tra università e industria permetta di trasformare la ricerca in soluzioni concrete per il monitoraggio e la sicurezza del territorio.
Questa tecnologia potrebbe migliorare la gestione delle emergenze, offrendo allarmi più rapidi e una maggiore protezione per le aree a rischio sismico.
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