Inchiesta su appalti e truffe pubbliche, a marzo il processo a Bari

Tra gli imputati anche l’ex assessore regionale Alfonsino Pisicchio e suo fratello: coinvolti funzionari pubblici e imprenditori in un presunto sistema di corruzione e truffe ai danni dello Stato

Sarà celebrato il 5 marzo prossimo il processo penale a carico di dieci persone accusate di gravi reati economici, tra cui corruzione, turbativa d’asta, falso, truffa semplice e aggravata, oltre all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Tra gli imputati figura l’ex assessore all’Urbanistica della Regione Puglia, Alfonsino Pisicchio, insieme a suo fratello Enzo, oltre a dirigenti pubblici e imprenditori.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Nicola Bonante, ha disposto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Nel corso dell’udienza preliminare, la Regione Puglia e il Comune di Bari si sono costituiti parte civile, segno dell’interesse delle istituzioni a tutelarsi in un processo che si preannuncia lungo e complesso.

Le indagini condotte dalla Procura barese si concentrano su una gara d’appalto da 5,5 milioni di euro, indetta per la gestione del servizio di riscossione dei tributi comunali a Bari. I fatti contestati risalirebbero al gennaio 2020. Secondo l’ipotesi accusatoria, i fratelli Pisicchio avrebbero svolto un ruolo di intermediazione tra il vincitore dell’appalto e funzionari pubblici coinvolti, ottenendo in cambio vantaggi economici e posti di lavoro.

Oltre alla vicenda relativa all’appalto comunale, l’inchiesta ha fatto emergere anche sospetti su alcune erogazioni pubbliche legate a fondi regionali per l’imprenditoria. In particolare, alcuni imputati sarebbero coinvolti in presunte truffe ai danni della Regione Puglia, attraverso l’utilizzo di polizze fideiussorie contraffatte. Questi strumenti sarebbero stati utilizzati per ottenere finanziamenti pubblici senza i requisiti richiesti.

Il processo, che coinvolge figure istituzionali e operatori economici, potrebbe far luce su un presunto sistema illecito di gestione degli appalti pubblici e sull’abuso dei fondi destinati allo sviluppo imprenditoriale, con gravi conseguenze per l’equilibrio delle risorse pubbliche e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Redazione

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