Imu a Bari, stangata di fine anno per 75mila contribuenti

Critiche della Lega alle politiche fiscali locali: tasse al massimo e servizi insufficienti

Nel capoluogo pugliese si chiude l’anno con il saldo dell’Imu per oltre 75mila cittadini. Un appuntamento fiscale che, secondo la Lega, pesa in modo eccessivo sui contribuenti baresi. A sollevare la questione sono stati i consiglieri comunali Giuseppe Carrieri e Livio Sisto, che in una nota hanno denunciato l’elevato livello dell’aliquota applicata a Bari, pari all’1,06%, la soglia massima consentita dalla legge. Tale aliquota riguarda sia le seconde abitazioni che le relative pertinenze, come box auto, garage e cantine.

Carrieri e Sisto mettono in evidenza come la pressione fiscale nel comune di Bari superi nettamente la media nazionale. Se in Italia il pagamento medio dell’Imu si aggira intorno ai 977 euro, a Bari la cifra media tocca i 1.089 euro. Una discrepanza che, secondo i due consiglieri, non trova giustificazione in termini di qualità dei servizi offerti: lunghe attese per i documenti anagrafici, strade dissestate, raccolta rifiuti inefficiente, aree verdi trascurate e trasporti pubblici poco funzionali sono solo alcune delle criticità indicate.

A fronte di questi disservizi, i consiglieri della Lega avanzano una proposta articolata per alleggerire il carico fiscale sulla popolazione. Il piano prevede un taglio deciso delle imposte locali come Imu e Tari, da attuare attraverso una riduzione della spesa corrente del Comune, attualmente stimata in circa 350 milioni di euro. Viene inoltre suggerita una riorganizzazione delle aziende partecipate, accusate di assorbire ingenti risorse pubbliche, e la dismissione di parte del patrimonio immobiliare comunale, giudicato oneroso dal punto di vista gestionale.

Secondo Carrieri e Sisto, è necessario eliminare gli sprechi amministrativi e ridurre le spese superflue per poter rendere il sistema più equo e sostenibile per i cittadini. Le risorse così recuperate potrebbero, a loro dire, essere reinvestite in servizi essenziali e infrastrutture urbane, migliorando concretamente la qualità della vita dei baresi.

Infine, la Lega sottolinea come in altre città italiane con redditi medi più elevati si paghino imposte inferiori rispetto a Bari. Da qui l’accusa all’amministrazione cittadina di non aver mai messo mano a una vera riforma della fiscalità locale, lasciando inalterate per oltre un decennio le aliquote ai massimi livelli consentiti, con effetti negativi sulle famiglie e sulle attività economiche.

Redazione

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