Conti aziendali usati per spese personali, fatture sospette e fondi sottratti alla società: è questo il quadro emerso dall’indagine della Procura di Lecce sul fallimento della Grs srl, struttura socio-sanitaria per anziani con sede a Carmiano, dichiarata fallita nel 2021.
Sono nove gli indagati per bancarotta fraudolenta. Per Michele Schettino, ritenuto amministratore di fatto, e Giovanni Vurro, amministratore di diritto, sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Il gip dovrà decidere dopo gli interrogatori preventivi.
Secondo la Guardia di finanza, il denaro sarebbe stato sottratto attraverso diversi meccanismi. Uno dei principali riguarderebbe l’esternalizzazione fittizia dei costi del personale, con circa 245mila euro trasferiti a società collegate e poi prelevati in contanti.
Un secondo filone coinvolge la Ci Erre Esse srl: contestata la registrazione di forniture inesistenti per oltre 200mila euro, tra arredi e letti elettrici.
Le somme sarebbero state utilizzate anche per fini privati. Tra le spese contestate figurano un’auto di lusso, un immobile e acquisti personali, oltre a soggiorni in hotel per soggetti estranei alla società.
Tra gli indagati compare anche il docente universitario Pierluca Di Cagno. A lui viene contestata la gestione irregolare delle scritture contabili, che avrebbe reso impossibile ricostruire il patrimonio reale della società.
Gli inquirenti stanno inoltre verificando un possibile tentativo di replicare lo stesso sistema dopo il fallimento, attraverso operazioni societarie legate a una cooperativa.
Le accuse saranno ora valutate nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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