La vicenda giudiziaria legata all’aggressione avvenuta durante il corteo antirazzista organizzato a Bari il 21 settembre 2018 approda alla Corte d’Appello. I dodici militanti di CasaPound condannati in primo grado dal Tribunale di Bari hanno infatti impugnato la decisione e chiesto un nuovo esame del procedimento.
L’atto di appello è stato depositato dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, rese disponibili nel mese di giugno. Con questo passaggio formale prende avvio la fase del giudizio di secondo grado, nella quale verranno rivalutate le posizioni degli imputati e gli elementi già esaminati durante il processo davanti ai giudici di primo grado.
Le condanne stabilite dal Tribunale di Bari
La sentenza pronunciata il 12 febbraio scorso aveva portato alla condanna dei dodici imputati per i reati di manifestazione fascista e lesioni personali aggravate. Le pene inflitte dal Tribunale di Bari erano comprese tra un anno e sei mesi e due anni e sei mesi di reclusione.
Secondo la ricostruzione dell’accusa accolta nella decisione di primo grado, i militanti coinvolti avrebbero preso parte all’aggressione ai danni di alcuni partecipanti al corteo antirazzista che si era svolto nel capoluogo pugliese nel 2018.
Nel corso del procedimento, tuttavia, i giudici avevano escluso per tutti gli imputati l’aggravante della premeditazione. La sentenza aveva quindi riconosciuto le responsabilità contestate limitatamente ai reati individuati, senza applicare l’aggravamento legato alla presunta pianificazione preventiva dei fatti.
Il nuovo passaggio processuale davanti ai giudici d’appello
Con la presentazione del ricorso, il caso entra ora in una nuova fase. La Corte d’Appello sarà chiamata a riesaminare gli atti e le argomentazioni delle parti per valutare nuovamente la posizione dei dodici imputati.
Il secondo grado di giudizio rappresenta un ulteriore momento di verifica del procedimento penale, durante il quale potranno essere analizzati gli aspetti contestati dalla difesa rispetto alla sentenza emessa dal Tribunale.
La decisione definitiva sulla responsabilità degli imputati potrà arrivare soltanto al termine dell’intero iter giudiziario, con una sentenza eventualmente irrevocabile. Nel frattempo resta valido il principio della presunzione di innocenza previsto dall’ordinamento italiano.
Cinque imputati erano stati assolti in primo grado
All’interno dello stesso procedimento, cinque persone coinvolte nell’inchiesta erano state assolte dal Tribunale di Bari con la formula “per non aver commesso il fatto”. Per questi imputati, dunque, il giudizio di primo grado si era concluso con il mancato riconoscimento di responsabilità penali.
Il processo relativo all’aggressione durante il corteo antirazzista continua quindi con il giudizio d’appello, che dovrà stabilire se confermare, modificare o eventualmente rivedere le conclusioni raggiunte nella precedente fase processuale.
La vicenda resta al centro dell’attenzione giudiziaria per la rilevanza dei reati contestati e per il contesto in cui si sono verificati i fatti, avvenuti durante una manifestazione pubblica dedicata ai temi dell’antirazzismo e della partecipazione civile.
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