Il tribunale di Brindisi ha emesso la sentenza di primo grado nel processo per la morte del sub brindisino Leonardo Marseglia, avvenuta il 28 agosto 2019 durante un’immersione. L’unico imputato, un uomo di 55 anni originario di Monopoli, che all’epoca dei fatti era capitano e timoniere del motopeschereccio ‘Domenica Madre’, è stato condannato a due anni di reclusione con pena sospesa. La decisione è stata letta ieri pomeriggio dal giudice Adriano Zullo.
Secondo l’accusa, l’imbarcazione commerciale avrebbe agganciato il cavo del pallone segnasub di Marseglia, trascinandolo e causando un impatto fatale contro la chiglia del peschereccio. Il corpo del sub fu rinvenuto senza vita il giorno seguente, attorno alle ore 15.
L’episodio si è verificato nelle acque antistanti il porto di Brindisi, durante la notte. Marseglia stava emergendo verso il natante d’appoggio quando lo scafo del ‘Domenica Madre’, in uscita dal porto, si avvicinò pericolosamente. I due occupanti dell’imbarcazione su cui si trovava il sub tentarono di segnalare la presenza del subacqueo, utilizzando segnali visivi e vocali. Solo una manovra improvvisa del motopeschereccio evitò la collisione diretta, ma non bastò a impedire la tragedia.
Il pubblico ministero Livia Orlando, nella precedente udienza del 24 settembre, aveva richiesto una condanna a cinque anni per l’imputato, pur ricordando il principio della presunzione d’innocenza. Il difensore dell’uomo, l’avvocato Alessandro Sisto, aveva chiesto invece l’assoluzione, sostenendo che non vi fosse un nesso di causalità diretto tra la condotta del suo assistito e il decesso del sub.
La condanna è stata emessa per omicidio colposo, e pur essendo sospesa, costituisce un primo importante riconoscimento di responsabilità penale. Tuttavia, gli eventuali risarcimenti per le parti civili dovranno essere valutati in una fase separata del procedimento.
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