‘Codice Interno’, appello contro il reintegro di due vigilesse: Procura e Comune di Bari uniti

La Procura generale affianca il Comune di Bari nella causa contro la decisione del tribunale del Lavoro: al centro i comportamenti emersi nell’inchiesta sul voto di scambio

La Procura generale presso la Corte d’appello di Bari ha deciso di affiancare il Comune nella causa d’appello contro il reintegro in servizio di due agenti della Polizia Locale, il cui licenziamento era stato annullato nel 2025 dal giudice del Lavoro. Le due vigilesse erano state rimosse dall’incarico nel marzo 2024 a seguito di presunte condotte emerse nell’ambito della maxi-inchiesta ‘Codice Interno’.

Il procedimento di appello è stato avviato congiuntamente dall’amministrazione comunale e dalla magistratura, nella persona del procuratore generale Leonardo Leone de Castris e del sostituto Francesco Bretone, in ragione dell’interesse pubblico connesso alla vicenda. L’obiettivo è ottenere la revoca della sentenza che aveva disposto il rientro delle due agenti nel corpo della Polizia Locale barese.

Le condotte contestate risalgono agli anni precedenti e sono state documentate all’interno dell’inchiesta ‘Codice Interno’, che ha coinvolto numerosi soggetti per presunti episodi di voto di scambio legati alle elezioni comunali del 2019. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, aveva portato all’emissione di ben 130 misure cautelari, delineando un sistema di legami tra politica e criminalità organizzata.

Secondo quanto emerso dagli atti, le due agenti, dopo aver subito insulti da parte di un automobilista passato col rosso, avrebbero chiesto l’intervento di un elemento legato al clan Parisi per vendicarsi. Questo comportamento, ritenuto gravissimo dagli inquirenti, è stato inserito tra gli episodi più emblematici dell’infiltrazione delle logiche criminali nelle istituzioni.

Il Comune aveva disposto il licenziamento disciplinare delle due agenti, ma nel luglio 2025 il Tribunale del Lavoro aveva accolto il ricorso delle interessate, annullando il provvedimento e ordinando il reintegro. Ora, con l’ingresso della Procura generale nel procedimento di appello, si rafforza la linea istituzionale volta a ribadire la gravità delle condotte e l’inopportunità del ritorno in servizio delle due vigilesse.

Redazione

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