Le code fuori dalla mensa universitaria Cum di via Amendola a Bari continuano a rappresentare un problema, peggiorato dall’aumento della popolazione studentesca nel Campus. Nonostante l’autunno inoltrato e le temperature ancora miti, gli studenti sanno già cosa aspettarsi nei mesi invernali: lunghe attese all’aperto, sotto pioggia o freddo, pur di accedere a un pasto.
La struttura, gestita dall’Adisu Puglia, si trova ogni giorno ad affrontare un afflusso elevatissimo, con file che si formano già prima dell’apertura, fissata alle 12:30. Molti ragazzi, per evitare tempi di attesa eccessivi, iniziano a mettersi in coda anche dalle 12, sacrificando parte delle lezioni, che spesso non terminano prima delle 13:30. Questo genera un paradosso: scegliere tra perdere un’ora di lezione o rimanere bloccati in fila fino a due ore per un pranzo.
Il disagio non è nuovo, ma quest’anno ha raggiunto proporzioni ancora più gravi. La mensa non solo serve gli studenti dei quattro collegi universitari presenti nella zona, ma anche quelli delle facoltà del Campus universitario, inclusi i nuovi iscritti al semestre filtro di Medicina, attivato recentemente sempre presso il Campus. Il risultato è una pressione insostenibile su un servizio che non è stato potenziato, né in termini di orari né di capacità.
Sui social e nelle chat universitarie circolano quotidianamente foto e video delle code, accompagnati da commenti indignati. Alcuni studenti le definiscono “scandalose”, altri fanno paragoni esasperati con zone di crisi umanitaria, segno di una frustrazione crescente.
La questione centrale resta l’incompatibilità tra gli orari della mensa e quelli delle lezioni, che rende difficile per molti studenti riuscire a pranzare senza compromettere il proprio percorso accademico. L’assenza di turnazioni efficaci o di un ampliamento del servizio porta a un collo di bottiglia quotidiano che potrebbe solo peggiorare con l’arrivo del maltempo.
Al momento non risultano interventi ufficiali annunciati da Adisu per risolvere la situazione. La mancanza di risposte alimenta un senso di abbandono tra gli studenti, che si sentono poco considerati nonostante l’importanza del diritto allo studio e ai servizi collegati. In altre città universitarie italiane, mensa e lezioni sono coordinate con maggiore efficacia: Bari, invece, sembra non riuscire a stare al passo con la crescita della sua popolazione studentesca.
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