Gli ospedali diventano nuovi spazi dedicati anche all’educazione alimentare grazie alla campagna “Campagna Amica per la Salute”, il progetto promosso da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia che punta a creare un collegamento diretto tra il mondo agricolo e quello sanitario. L’iniziativa è partita dal Policlinico di Bari e coinvolge una rete nazionale composta da oltre 70 strutture sanitarie, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del cibo sano nella prevenzione delle malattie.
Al centro del progetto c’è un principio fondamentale: un’alimentazione basata su prodotti freschi, locali, stagionali e tracciabili può rappresentare un importante strumento di tutela della salute pubblica. Il percorso nasce dalla volontà di contrastare la crescente diffusione di abitudini alimentari poco equilibrate, spesso caratterizzate dal consumo frequente di prodotti industriali ricchi di zuccheri, grassi e additivi.
La presentazione ufficiale svoltasi nel capoluogo pugliese ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, del settore sanitario e del mondo accademico. Al Policlinico di Bari hanno partecipato l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, il direttore generale Antonio Sanguedolce, il direttore sanitario Danny Sivo e il professor Antonio Moschetta, docente ordinario di Medicina Interna all’Università di Bari. Durante la giornata pazienti, operatori sanitari, familiari e cittadini hanno avuto la possibilità di conoscere le produzioni agricole del territorio e partecipare a iniziative informative dedicate ai benefici della Dieta Mediterranea.
Il progetto nasce anche come risposta ai dati sui consumi alimentari nel Mezzogiorno evidenziati dal rapporto “Mangiare bene per vivere meglio” realizzato da Coldiretti e Censis. L’analisi ha messo in evidenza una presenza significativa di alimenti ultraformulati nelle abitudini quotidiane dei cittadini meridionali. Nel Sud Italia, infatti, il 45,8% della popolazione dichiara di consumare snack salati industriali almeno una volta alla settimana, mentre il 32,6% sceglie merendine, il 23,8% barrette proteiche e il 22,3% energy drink, con percentuali particolarmente elevate per queste ultime due categorie.
Parallelamente emerge però una crescente attenzione verso scelte alimentari più naturali. Secondo la ricerca, una larga parte dei cittadini del Mezzogiorno sarebbe pronta a ridurre o eliminare diversi prodotti confezionati dalla propria dieta: il 74,4% rinuncerebbe ai dolciumi industriali, il 74,3% alle merendine, il 71,2% alle barrette proteiche e il 68,6% agli snack salati. Un segnale che evidenzia una maggiore consapevolezza sull’importanza della qualità degli alimenti.
Per Coldiretti Puglia, la collaborazione tra agricoltori e strutture sanitarie rappresenta un passaggio strategico. Il presidente regionale Alfonso Cavallo ha sottolineato come l’alimentazione sia il primo strumento di prevenzione e come gli agricoltori abbiano un ruolo centrale nella tutela della salute dei cittadini. Portare Campagna Amica negli ospedali significa, secondo l’associazione, costruire un rapporto concreto tra chi produce alimenti di qualità e chi ogni giorno si occupa della cura delle persone.
Sulla stessa linea il direttore regionale di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, che ha evidenziato il valore del territorio pugliese come simbolo della Dieta Mediterranea. La regione, grazie a produzioni come olio extravergine di oliva, frutta, verdura e cereali di qualità, viene indicata come un esempio di cultura alimentare capace di contribuire alla prevenzione.
La campagna coinvolge anche altre importanti realtà ospedaliere pugliesi, oltre al Policlinico di Bari. Nel circuito regionale rientrano l’ospedale “Bonomo” di Andria, il “Perrino” di Brindisi, il “Vito Fazzi” di Lecce e la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Tutte le strutture aderenti partecipano a un percorso comune per promuovere il consumo consapevole e sostenere il valore del cibo sicuro e certificato.
L’iniziativa punta quindi a trasformare gli ospedali in luoghi dove la cura non riguarda soltanto le terapie mediche, ma comprende anche la diffusione di conoscenze utili per prevenire le patologie attraverso corretti stili di vita. La valorizzazione dei prodotti locali e della tradizione mediterranea diventa così parte integrante di una nuova strategia di educazione alla salute.
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