Un nuovo capitolo giudiziario si apre nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto Sandro Cataldo, fondatore del movimento Sud al Centro, e Armando De Francesco, indicato dagli investigatori come una figura vicina all’ex esponente politico. I due sono chiamati a rispondere dell’accusa di calunnia in concorso per un presunto tentativo di depistare le indagini attraverso una registrazione e una successiva trascrizione consegnata agli inquirenti.
Il giudice dell’udienza preliminare Alfredo Ferraro ha fissato per il prossimo 1° ottobre l’appuntamento davanti al Tribunale di Bari. Cataldo, difeso dall’avvocato Mario Malcangi, e De Francesco, assistito dal legale Massimo Roberto Chiusolo, dovranno affrontare la contestazione formulata dai pubblici ministeri Claudio Pinto e Savina Toscani.
Secondo la ricostruzione della Procura, il presunto episodio di calunnia sarebbe nato da un incontro avvenuto il 12 marzo 2024 nello studio professionale di Cataldo. In quella circostanza sarebbe stata realizzata una registrazione che, secondo gli investigatori, sarebbe stata predisposta con l’intento di creare una prova da utilizzare successivamente.
Al centro della conversazione ci sarebbe l’accusa rivolta al maresciallo dei carabinieri Gerardo Leone. Per gli inquirenti, De Francesco avrebbe attribuito falsamente al militare la consegna di 300 euro destinati a ottenere dichiarazioni non veritiere davanti ai magistrati. Tali dichiarazioni avrebbero riguardato il presunto coinvolgimento di Cataldo nell’indagine sulla corruzione elettorale.
La Procura sostiene che entrambi gli indagati fossero consapevoli dell’estraneità del maresciallo Leone ai fatti contestati. Nella stessa registrazione, inoltre, sarebbe stato coinvolto anche l’avvocato Michele Laforgia, all’epoca candidato alle primarie per la scelta del sindaco di Bari. Secondo l’accusa, Laforgia sarebbe stato indicato in modo non veritiero come colui che avrebbe spinto De Francesco ad accusare Cataldo di avere rapporti con ambienti criminali.
Il legale e il militare risultano persone offese nel procedimento avviato dalla Procura barese.
Un passaggio considerato decisivo dagli investigatori riguarda il momento in cui la trascrizione della registrazione sarebbe stata consegnata alle forze dell’ordine. La Procura ritiene che la contestazione di calunnia si sia concretizzata proprio con la consegna del documento ai carabinieri del Nucleo Investigativo e agli operatori di polizia giudiziaria della Procura.
La consegna sarebbe avvenuta durante l’esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti di Cataldo e De Francesco. Secondo i magistrati, l’obiettivo sarebbe stato quello di mettere in discussione gli elementi raccolti a loro carico nell’inchiesta principale, della quale avevano avuto conoscenza dopo le perquisizioni effettuate nei loro confronti.
I fatti oggetto della contestazione risalgono al 25 marzo 2024 e rappresentano un filone autonomo rispetto al procedimento principale sulla presunta compravendita di voti.
L’indagine madre riguarda presunte irregolarità elettorali relative alle amministrative di Grumo Appula del 2020, alle elezioni regionali dello stesso anno e alle comunali di Triggiano del 2021. L’inchiesta aveva portato nell’aprile 2024 agli arresti domiciliari di Cataldo e De Francesco e successivamente alla richiesta di rinvio a giudizio per 15 persone, tra cui anche Anita Maurodinoia, ex assessora regionale e moglie di Cataldo.
L’udienza preliminare sul procedimento per calunnia è stata programmata per il 1° ottobre 2026 alle ore 9.30 nell’aula F del Tribunale di Bari. Durante la fase processuale gli imputati potranno valutare eventuali riti alternativi previsti dalla legge, tra cui il giudizio abbreviato o il patteggiamento.
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