Bisceglie, cadavere trovato in roulotte in fiamme: si indaga sulla morte del presunto custode

Il corpo carbonizzato scoperto in un autoparco: potrebbe trattarsi di un 50enne scomparso. Accertamenti in corso sulle cause dell’incendio

Giallo nella zona industriale nord di Bisceglie, dove nella serata di giovedì 22 maggio è stato rinvenuto il cadavere carbonizzato di un uomo all’interno di una roulotte distrutta dalle fiamme. Il mezzo si trovava in un autoparco di via Copenaghen, utilizzato come deposito per container e automobili. La vittima potrebbe essere il custode dell’area, un uomo di circa 50 anni del quale non si avevano notizie da oltre 24 ore.

L’intervento dei soccorsi

Sul posto sono giunte tre squadre dei Vigili del Fuoco di Bari e Barletta, che hanno domato l’incendio e trovato il corpo all’interno del mezzo ormai collassato. Non è stato possibile identificare immediatamente la vittima, ma l’ipotesi principale è che si tratti del guardiano del deposito, abitualmente presente nella roulotte e scomparso dalla mattinata dello stesso giorno.

Le indagini e gli accertamenti

Le indagini sono in corso a cura dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani, che ha disposto il sequestro dell’intera area. Il corpo sarà sottoposto ad autopsia, affidata al professor Francesco Introna dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, per chiarire le cause esatte della morte.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sono:

  • un incidente accidentale, forse legato a un cortocircuito o a un malfunzionamento interno;

  • una morte sopraggiunta per altre cause prima dell’incendio;

  • una possibile azione dolosa, legata a un eventuale regolamento di conti.

Il contesto e i dubbi

La vittima, secondo le prime informazioni, sarebbe stata l’unica persona presente nel deposito al momento del rogo. A destare sospetti è il rapido propagarsi delle fiamme e l’assenza di testimoni oculari. Saranno determinanti gli esiti dell’autopsia e delle analisi tecniche sulla roulotte per comprendere se il fuoco sia stato appiccato intenzionalmente o si sia sviluppato in modo autonomo.

Il personale del 118, giunto sul posto insieme alla Polizia Locale, non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Le autorità mantengono il massimo riserbo in attesa degli sviluppi investigativi.

Redazione

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