Prosegue a Bari il percorso istituzionale legato alla riorganizzazione della governance di Acquedotto pugliese. Il prossimo 13 maggio il Consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi sull’adesione del capoluogo alla nuova società veicolo destinata a gestire la partecipazione dei Comuni pugliesi nell’assetto societario di Aqp. Un passaggio considerato centrale nel processo avviato dalla Regione per consolidare il modello di gestione pubblica del servizio idrico integrato.
La discussione è stata anticipata da un confronto avvenuto nella Commissione Bilancio di Palazzo di Città, alla presenza dell’assessore comunale alle Partecipate Nicola Grasso e del direttore della Ripartizione Controlli Nicola D’Onchia. Durante l’incontro sono stati illustrati i contenuti della delibera che approderà in aula Dalfino e che prevede l’approvazione dell’Atto costitutivo, dello Statuto e del Piano economico finanziario della nuova società.
Secondo quanto spiegato dal presidente della Commissione Bilancio Nicola Loprieno, il progetto rappresenta la prosecuzione del percorso già intrapreso dal Comune negli scorsi mesi. L’obiettivo dichiarato resta quello di mantenere Acquedotto pugliese sotto il controllo pubblico, garantendo al tempo stesso la partecipazione degli enti locali nella gestione del servizio idrico.
Loprieno ha inoltre evidenziato come l’iter amministrativo sia stato accompagnato da verifiche tecniche e giuridiche approfondite. Nel corso della procedura sarebbero stati acquisiti i pareri di Corte dei conti, Consiglio di Stato e Autorità Antitrust, ritenuti favorevoli rispetto alla conformità del nuovo modello organizzativo alle normative vigenti. La struttura societaria individuata risulterebbe infatti coerente con le disposizioni contenute nel decreto legislativo 153/2024 e con la successiva legge regionale 14/2024, dedicata alla gestione unitaria del servizio idrico integrato in Puglia.
Uno degli aspetti maggiormente sottolineati durante la seduta riguarda il cosiddetto “controllo analogo”, vale a dire la possibilità per i Comuni di continuare a esercitare attività di verifica e vigilanza sull’operato di Acquedotto pugliese anche dopo il trasferimento delle quote alla nuova società. Il mantenimento di questo meccanismo viene considerato essenziale per preservare il ruolo pubblico nella gestione delle risorse idriche regionali.
Il Comune di Bari aveva già approvato, alla fine del 2025, una precedente delibera relativa all’acquisizione di 73.025 azioni di Acquedotto pugliese SpA. L’operazione, votata all’unanimità dai consiglieri presenti, aveva comportato un investimento nominale di 376.809 euro, corrispondente allo 0,91% dell’intero capitale sociale della società.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere di maggioranza Victor Laforgia, che ha definito il percorso amministrativo “virtuoso” e in anticipo rispetto a molte altre amministrazioni locali pugliesi. Secondo Laforgia, la riforma rappresenta un passaggio strategico per riaffermare il principio dell’acqua come bene pubblico, attribuendo ai Comuni un ruolo attivo nelle future attività di controllo e monitoraggio della società.
Non mancano però le posizioni critiche da parte dell’opposizione. Il consigliere comunale della Lega Giuseppe Carrieri ha espresso perplessità soprattutto sui tempi della procedura amministrativa. Carrieri ha evidenziato come una questione ritenuta particolarmente rilevante per la città sia stata affrontata in tempi considerati troppo rapidi tra il passaggio in Commissione e l’approdo in Consiglio comunale.
Secondo l’esponente dell’opposizione, il nuovo assetto rischierebbe di ridurre la capacità del Comune di Bari di incidere direttamente sulle scelte strategiche di Acquedotto pugliese. Carrieri ha inoltre sostenuto che un coinvolgimento più diretto del Consiglio comunale o dell’amministrazione cittadina nella governance avrebbe garantito una maggiore partecipazione istituzionale.
Il voto previsto in aula rappresenterà quindi un momento decisivo per il futuro della gestione idrica regionale. La nascita della società veicolo viene considerata uno dei passaggi chiave del processo di riforma che punta a coinvolgere progressivamente tutti i Comuni pugliesi nell’azionariato di Acquedotto pugliese, con l’intenzione di consolidare un modello di gestione pubblica condivisa delle risorse idriche.
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